Nel Paese dei Coppoloni di Vinicio Capossela

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A pochi mesi dall’uscita del suo nuovo album, Le Canzoni della Cupa, Vinicio Capossela ha voluto stupire il pubblico di appassionati e giornalisti che, la mattina dell’11 gennaio 2016, ha riempito il Cinema Arcobaleno per l’anteprima di Nel Paese dei Coppoloni.

Ispirato all’omonimo libro, il film, diretto da Stefano Obino (nelle sale italiane nelle uniche due date del 19 e 20 gennaio), mette in scena un racconto onirico che ha nella ricerca del senso della vita umana la tematica centrale.

Capossela per l’intera durata del lungometraggio chiede insistentemente allo spettatore di ricercare una propria risposta alle tre domande esistenziali: chi siete, a chi appartenete e cosa andate cercando. A quest’ultima domanda Capossela risponde affermando di essere alla ricerca di canzoni e musicanti e proprio ciò fa da filo conduttore ad un viaggio attraverso le sonorità e le tradizioni irpine.

Le radici campane del cantautore nato ad Hannover svolgono un ruolo cruciale nello svolgimento della narrazione.
Visitare i luoghi dei propri antenati permette di riconoscerci nelle storie che non si sono vissute in prima persona. Il mito, collocandosi in una dimensione fuori dal tempo, si ripete sempre uguale e aiuta l’uomo a comprendere attraverso il passato la propria contemporaneità. Solo venendo a contatto con la dimensione mitica è possibile conoscere stessi e la vita comunitaria di cui il mito stesso si nutre.

Lo spettatore è introdotto alle storie della collettività irpina per bocca dei cantori che custodiscono il patrimonio dei canti popolari campani. Peppe Matalena, Armando Testadiuccello, la Banda della Posta e Ciccillo di Benedetto sono solo alcune delle voci che, alternandosi a brani del nuovo album di Capossela, impreziosiscono la colonna sonora del film.

Per coronare l’atmosfera da favola Capossela insiste sull’importanza del sacro. Incarnatasi nella natura e a metà tra il demoniaco e l’estatico la sacralità è ben dipinta dalla canzone che vi terrà compagnia per tutta la primavera (e forse anche durante l’estate!): Le Creature della Cupa, animali misteriosamente inquietanti che abitano la notte dei boschi e che non è possibile vedere se non uno alla volta.

Al termine della proiezione, ai presenti è stato mostrato il videoclip di uno dei brani del nuovo album. Lech Kowalski riprende il racconto suonato al pianoforte da Vinicio Capossela della sorte di una creatura misteriosa chiamata “Pumminale”, uomo che nelle notti di luna piena al richiamo delle malestrade è trasformato non in lupo mannaro ma in porco maiale.

Calato il sipario viene voglia di ringraziare la casa Editrice Feltrinelli per aver permesso a Vinicio di regalare questo gioiello bucolico ad un pubblico che certamente prenderà d’assalto il botteghino.

A cura di Carlo Michele Caccamo

 

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