MUDEC, OPENING SOON

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A cura di Chiara Cecchi

Frutto di un’operazione di recupero dell’ex area industriale un tempo occupata dalla fabbrica Ansaldo, apre al pubblico il Mudec, il nuovo Museo delle Culture. Il taglio del nastro è fissato per domani giovedì 26 Marzo: gli spazi in via Tortona 56 accoglieranno un centro multifunzionale e multidisciplinare dedicato a mostre, ricerca e divulgazione.

Per raccontare il legame antico di Milano con le esposizioni universali e con le culture di tutto il mondo sono state ideate due grandi mostre: “Mondi a Milano” e “Africa. La terra degli spiriti”, che occupano tutti gli spazi espositivi del museo e sono state pensate proprio in relazione all’eccezionale occasione di Expo Milano 2015 e prodotte da 24 Ore Cultura. Da marzo la collezione permanente sarà in larga parte accessibile nei depositi con visite guidate, mentre al termine di Expo inaugurerà il percorso museale allestito nella sale espositive con le collezioni etnografiche del Comune di Milano.

L’edificio è stato progettato dall’architetto britannico David Chipperfield in modo da richiamare le strutture industriali preesistenti: composto da un sistema di parallelepipedi grezzi e distribuito su tre piani, una delle sue peculiarità risiede nell’estrema flessibilità di circolazione e fluidità di percorsi. Circa 8600 metri quadrati di superficie (esclusi i collegamenti verticali, i locali tecnici, il grande parcheggio interrato) attraverso i quali si sviluppano diversi spazi che offrono al visitatore e alla città una molteplicità di proposte culturali e di servizi. Oltre alle sale della collezione museale e delle esposizioni temporanee troviamo auditorium, bistrot, design store, caffetteria, concept store, ristorante e biblioteca. La programmazione espositiva sarà inoltre arricchita da un palinsesto di eventi collaterali che completerà la proposta culturale. E’ previsto anche lo spazio junior, un’area in cui i bambini dai quattro ai nove anni approfondiranno il tema delle culture extraeuropee con laboratori creativi e multimediali.

Non manca neanche la polemica, che da tempo ormai vede come protagonisti lo studio di Chipperfield e il Comune di Milano. Motivo principale (e non certo unico) del contendere è la realizzazione del pavimento: secondo l’architetto l’opera è stata compiuta in modo inaccettabile. Ciò che emerge dalle parole di Chipperfield è che il progetto è stato caratterizzato da un susseguirsi di errori, causati dalla volontà della direzione dei lavori di risparmiare sui materiali e sulla posa delle finiture. «Voglio che sia chiaro a tutti che non stiamo parlando di dettagli che solo un occhio esperto sa cogliere ma di un vero e proprio scempio che noterebbe chiunque». La soluzione, secondo Chipperfield, c’è: «Abbiamo trovato un fornitore che, a prezzo di costo, limiterebbe l’impatto estetico di un pavimento nato molto male». Costo totale dell’operazione: 300 mila euro. Che si dimezzerebbe visto che lo studio di Chipperfield si è dichiarato disposto a rinunciare ai 150 mila euro che il Comune gli deve, ma non ha ancora pagato. La controparte si difende attraverso l’assessore alla Cultura Filippo Del Corno: “Nonostante la volontà del Comune di trovare soluzioni, ci siamo scontrati con un muro di rigidità incomprensibile. Ci sarà modo e tempo per verificare eventuali lacune progettuali o eventuali difformità esecutive”

Quel che è certo è che i lavori sono stati comunque conclusi per permettere l’apertura del nuovo museo, ormai alla viglia di Expo. Noi di Vox non mancheremo.

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