In mostra al Chiostro del Bramante di Roma, dal 26 Settembre 2019 al 23 Febbraio 2020, in collaborazione con la Tate di Londra, le opere di Francis Bacon, Lucian Freud, Michael Andrews, Frank Auerbach, Leon Kossoff e Paula Rego. La mostra è a cura di Elena Crippa, Curator of Modern and Contemporary British Art at Tate. L’esposizione, dedicata ad un capitolo fondamentale della storia dell’arte britannica, riunisce dipinti di artisti attivi principalmente nella seconda metà del Novecento, esponenti o vicini alla cosiddetta Scuola di Londra.

Le opere rappresentano esperienze del mondo individuali e soggettive, diverse come sono le tecniche e gli stili che definiscono l’operato di ogni artista, ma inevitabilmente legate dal sentimento di angoscia ed incertezza che ha caratterizzato l’Europa del secondo dopoguerra. Esistenzialismo, domande sul presente e sul futuro, permeano e caratterizzano l’atmosfera dei quadri esposti, permettendo all’osservatore attento di intravedere sentimenti e pensieri che animavano i soggetti rappresentati. Il percorso inizia con alcune opere degli anni Quaranta e Cinquanta raffiguranti amici e parenti, autoritratti, sguardi fissati su tela, raffigurazione del desiderio di raccontare una realtà ogni volta nuova e unica, perché non oggettiva ma legata all’interiorità di ogni personaggio.

In particolare, nella prima sala sono esposti disegni e incisioni raffiguranti il volto umano, realizzati da Freud, Kossoff ed Auerbach in età giovanile. Girl with a kitten di Lucian Freud, olio su tela del 1947, è uno degli otto ritratti realizzati dal pittore alla prima moglie Kathleen Garman. La forte carica psicologica del dipinto è evidenziata dalla minuziosità dei dettagli e dallo sguardo della donna, volto altrove, distante, in contrasto con la fissità di quello del gatto, che sorretto come si trattasse di un mazzo di fiori, ci guarda

«La mia idea di ritratto scaturisce dall’insoddisfazione per i ritratti che assomigliano alle persone. I miei ritratti devono essere ritratti di persone, non simili alle persone. Non creare qualcosa che somigli alla persona, ma incarnarla […]. Per quanto mi riguarda il materiale pittorico è la persona. Voglio che la pittura sia carne.»

 

(Lucian Freud)

 

 

Study for portrait II (After the life mask of William Blake, 1955) è stato realizzato da Bacon servendosi, come era solito fare, di fotografie e riproduzioni, arrivando per la realizzazione di quest’opera ad acquistare il calco della maschera funeraria del pittore e poeta William Blake. A differenza di Freud, che amava dipingere dal vivo sottoponendo i suoi soggetti a lunghe sedute, Bacon amava servirsi dell’espediente fotografico per isolare le sue Figure e reinserirle in un contesto altro. Bacon, di origini irlandesi, si trasferì a Londra nel 1926, dedicandosi ad una formazione artistica principalmente autodidatta, mentre Freud arrivò nella metropoli inglese 7 anni dopo, nel 1933, per fuggire al nazismo, e frequentò la Central School of Art e la East Anglian School of Painting and Drawing di Dedham, guidato da Cedric Morris. Entrambi personaggi noti della vita notturna londinese, fecero dell’eccesso e della trasgressione esperienza quotidiana, riportandone i postumi sulle loro tele.

In Dog, realizzata nel 1952, Bacon intese rappresentare quella che un critico definì «l’angoscia della vita contemporanea». L’immagine del cane è tratta da fotografie in time-lapse di Eadweard Muybridge, mentre l’ambientazione ricorda il lungomare di Monte Carlo. Il colore viene utilizzato per evocare energie e movimento, non per definire forme e figure.

Il percorso espositivo prosegue con le opere dell’artista di origini portoghesi Paula Rego. Trasferitasi a Londra a 16 anni, frequentò dal 1952 al 1956 la Slade School of Art. Le sue opere presentano rimandi e riferimenti al suo paese d’origine e ai suoi ricordi d’infanzia, rievocando le atmosfere e le immagini della Lisbona degli anni Quaranta. Narrazione immaginazione e realtà si fondono nei suoi dipinti, trasportando l’occhio che osserva in una dimensione onirica che unisce fiaba ed incubo.

Negli stessi anni in cui la Rego frequentò la Slade School of Art, studiava presso l’istituto anche Michael Andrews. Il dipinto A man who suddenly fell over (1952), prova d’esame presso la scuola d’arte, ben rappresenta la visione dell’artista. Un uomo cadendo sorride, nell’orgoglioso e grottesco tentativo di mascherare dolore e turbamento. La mostra invita successivamente alla visione dell’opera filmica originale The naked truth, ispirata ad alcuni dei quadri esposti e commissionata dal Chiostro del Bramante al regista Enrico Maria Artale. Proseguendo si raggiungono le sale dedicate a Leon Kossoff, nato a Londra nel 1926 da genitori ebrei di origini russe, e Frank Auerbach, nato a Berlino nel 1931 e giunto in Inghilterra nel 1939.

Il dipinto Children’s swimming pool, autumn afternoon, realizzato da Kostoff nel 1971 è dedicato ad un soggetto caro all’artista: la piscina dove si recava con il figlio, nei pressi del suo studio di Londra. I quadri di Kossoff sono solidi, materici, il colore è distribuito in pennellate spesse e dure, costantemente rielaborate per rendere il movimento e la frenesia tipici degli ambienti londinesi di quegli anni, indiscutibili protagonisti delle sue rappresentazioni. Anche Auerbach era solito servirsi di una pennellata solida e strati di colore sovrapposti al fine di rendere la resa pittorica quasi materica, ma i soggetti prediletti dal pittore di origini tedesche furono le persone, le esperienze vissute per tramite di queste nella realizzazione della sua opera e le energie scaturenti dal contatto con una figura umana ogni volta diversa.

L’ultima grande sala è dedicata a Lucian Freud e ripercorre il viaggio personale e artistico del pittore attraverso l’analisi del rapporto con la madre, della quale è esposto un ritratto, i rapporti con personaggi mondani quali Leigh Bowery, controverso esponente della corrente dei Club Kids di New York, le chiacchierate frequentazioni tra le quali l’ipotizzata relazione con la super modella Kate Moss.

L’iconico dipinto Boy smoking del 1950 incarna lo spirito dell’artista, nipote dell’inventore della psicanalisi. Il protagonista, un ragazzo riconosciuto come Charlie Lumley, vicino di casa e amico del pittore, fissa lo spettatore, ma i suoi occhi risultano velati, lo sguardo perso in pensieri non accessibili. L’operato di Freud fu incentrato sulla figura umana, resa realisticamente e colta nel momento di massima intensità psicologica. Il pittore si confrontò tuttavia con altri temi, quali la natura, protagonista in Two plants (1977-1980), ed il paesaggio oltre il suo studio.

 

La mostra rappresenta un viaggio guidato all’interno del complesso e mutevole mondo della psicologia umana, del volto umano come veicolo, dello sguardo e della carica emotiva che ogni espressione, ogni dettaglio, incarna. Al mondo dei selfie, dei filtri fotografici, del ritocco, al mondo contemporaneo l’opera degli artisti della Scuola di Londra contrappone il valore estetico e psicologico del “brutto”, del diverso e del soggettivo, introducendoci alla scoperta di un principio estetizzante che non trova fondamento nell’artificiale perfezione di un filtro Instagram, quanto nel sofferto, nel vissuto che ogni segno sul nostro volto merita ancora di poter raccontare.

 

Clara Rodorigo

 

 

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