Sono tornati i Morcheeba, la band inglese che per una sera ha riportato gli anni ’90 sulle rive dell’Idroscalo.
Dopo vari cambi di formazione e l’abbandono di Paul Godfrey, il duo Skye & Ross ha deciso di andare avanti comunque con lo stesso nome.

La temperatura di questo lunedì sera di fine luglio è stranamente accettabile e alle 22 dopo l’apertura del concerto affidata a Sarah Stride, i quattro inglesi sono sul palco (con alla batteria il figlio della cantante).
La media di età del pubblico è alta, e molti sono evidentemente fan da molto tempo. Altri, meno attenti, sono più concentrati sulla qualità delle loro selfie di gruppo, peccato per loro.

Skye è strepitosa, con la sua voce danza sulle note e riempie le melodie che dal trip hop al pop-soul fluiscono senza interruzioni per un’ora e mezza. Nei momenti di pausa scherza col pubblico, lo coinvolge, pare divertirsi. Poi a un certo punto mentre Ross beve si ferma un attimo, slaccia il braccialetto che sta indossando e svela a tutti che è una comodissima fiaschetta da braccio.

A metà concerto si concedono una cover di Let’s Dance di Bowie per poi dedicare Blood Like Lemonade alle “fuckin mosquitos” che li hanno accompagnati in tutta la loro permanenza a Milano “every single moment, everywhere”. Dopo un crescendo di intensità e svariati assoli fanno qualche minuto di pausa.

Al suo ritorno Skye insieme al solo tastierista decide di concedersi qualche momento social fotografando il pubblico e facendo qualche video mentre canta ma è un piccolo autogol: la maggior parte del pubblico inizia a distrarsi noncurante della canzone rhodes e voce che sotto il chiacchericcio sta andando avanti, peccato. Per fortuna Rome Wasn’t Built in a Day ristabilisce l’ordine e dà la buonanotte al Magnolia.

A cura di Giovanni Pedersini
Photocredits: Fabio Copeta

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