Il 13 giugno, nella sala Alessi di Palazzo Marino a Milano, si è tenuto un convegno “Milano al centro delle professioni della musica” a seguito del recente decreto ministeriale che autorizza il CPM Music Institute ad inserire nella sua offerta didattica anche Corsi di Diploma Accademico di Primo Livello.

Il Centro Professionale Musica nasce nel 1984 dall’intuizione di Franco Mussida (presidente e direttore dell’istituto), Giannino e Giuliano D’Antonio e Patrizia Petroni.

Inizialmente il progetto nasce dall’esigenza di portare la musica anche a Milano, d’insegnarla ai giovani che vogliono abbracciare la professione d’artista, comprendendone tutte le sue sfaccettature.

Gli amanti del pop, del rock e del jazz, infatti non avevano all’epoca nessuna scuola dove poter sperimentare e far crescere questa passione. È così che la fase iniziale del progetto si forma nel tinello della casa di Mussida a Cernusco sul Naviglio, a dimostrazione di un principio emotivo che sta alla base dell’istituto stesso.

Andando avanti con gli anni il progetto si concretizza sempre più grazie anche alla collaborazione di importanti musicisti (per esempio Luca Francesconi) che si prestano ad essere ottimi insegnanti prima di Teoria e Armonia, poi di Musica d’insieme e così via.

Con il tempo il CPM cresce sempre di più, formando allievi preparati e in grado di collaborare con le grandi voci del panorama italiano (Luca Colombo e Max Furian partecipano al tour di Loredana Bertè) o diventando loro stessi dei grandi musicisti.

Il CPM fonda la sua serietà e autorevolezza anche dai rapporti con grandi figure musicali come Francesco Guccini, Fabio Concato, Angelo Branduardi che nell’anno 1992-1993 hanno dato il via ad un’importante occasione di dialogo con gli studenti  della scuola.

Altri progetti importanti riguardano la produzione dell’Istituto per la Sinfonia Popolare per 1000 Chitarre, la creazione di una sua linea editoriale che gli permette di entrare nelle case degli italiani e ancora tanti altri programmi, fino ad arrivare ad oggi con il riconoscimento del Diploma di Primo livello in Popular Music e l’approdo nel circuito formativo nazionale.

Tutto questo è reso possibile dalla tenacia di Franco Mussida e dei suoi collaboratori che durante il convegno sono stati presentati e hanno ricordato il motivo che li lega a questa “famiglia allargata”.

Il punto fermo che ha dichiarato avere il Presidente del CPM è quello di chiedersi cosa sta all’origine della passione per la musica, cosa spinge, gli studenti come gli insegnanti, a fare 1000 prove e a rimanere su una scala musicale per tanto tempo. Così da giungere alla comprensione che la passione per la musica è qualcosa che risiede dentro di noi e non fuori, per questo motivo trascende da forme ed etichette. Il suo massimo comune denominatore -come ha ribadito lo stesso Mussida– è la capacità di entrare nell’anima e di istruirla.

Concetto questo che verrà ripreso da più membri del congresso durante tre tavoli di discussione, come Mauro Pagani– artista, musicista, arrangiatore e produttore- che paragona la musica ad un regalo della vita che molte volte si scontra con il successo inteso invece come un incidente di percorso che può capitare come non capitare e quando accade, il più delle volte la vita te la frega.

In sintesi è con questa idea, della musica come insegnante dell’anima, che il CPM vuole presentarsi. La musica è intesa come un nettare che viene introdotto da api sapienti (i maestri e musicisti) agli alunni, che a loro volta faranno lo stesso. Si innesca così quel passaggio di testimone riferito ad una visione emotivo-pedagogica della musica stessa, in grado di entrare in profondità e toccarci con mano.

A cura di Elisa Zampini

Commenti su Facebook
SHARE