Venerdì sera 29 marzo 2019 il Circolo Magnolia di Segrate ci ha regalato il djset di The Bloody Beetroots: un’occasione che di certo non ci si poteva far scappare.
Una massa di corpi sudati e animati dai bollenti spiriti invade il Circolo e trepidante aspetta l’arrivo del Sir, noi da infondo possiamo solo percepire che un cambiamento è in arrivo, è infatti una voce che lo annuncia e un cambio repentino di ritmo dei corpi a darci il segnale.
L’arrivo di Sir Bob Cornelius Rifo, meglio noto come l’incarnazione di The Bloody Beetroots, è il segnale d’attacco: per le successive ore tutto sarà molto savage. La pista accoglie un pogo unico di un pubblico nostalgico deciso a rivivere quell’animo punk dance che da un po’ non spopolava, è infatti del 2017 l’ultimo album del progetto TBB, ma attualissimo il suo tour che toccherà anche mete europee.

Come il djset continua così la paura crescente che il dance floor si possa distruggere aumenta: per ore sotto i nostri piedi si possono sentire centinaia di vibrazioni che provengono da danze selvagge, eppure l’apice viene raggiunto solo con l’entrata a sorpresa dei Linea 77 che assieme a Salmo e Slait presentano il nuovo pezzo “AK77” prodotto proprio da Sir Bob Cornelius Rifo, singolo che fa il suo debutto proprio sul palco del Magnolia che come terreno di prova si rivela vincente.

Dal live ne usciamo devastati, ma euforici. Alle sale da ballo mancava quella dose di Riot da tempo e grazie, Sir, di avercela riportata. Del marchio The Bloody Beetroots ci sono pochi dubbi e di certo alcune cose le abbiamo imparate: la prima è che il giorno dopo un live così ti sveglierai a pezzi, la seconda è che non esiste un’età per il pogo e la terza che è meglio non bere un Braulio con ghiaccio quando ti trovi in mezzo a spinte e salti.

A cura di Sara Palumbo

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