Ieri sera, 12 luglio, ho portato 3 dei miei migliori amici al concerto di Mecna al Circolo Magnolia di Milano; uno di loro, l’unico ragazzo, è un vero veterano, uno di quelli che difficilmente si perde un suo live, uno di quelli che per apprezzare davvero un album di Corrado Grilli ha bisogno di almeno quattro ascolti.

Ecco, andare a vedere un live con uno che di live ne ha visti in doppia cifra è quasi una verifica, ed è per questa ragione che ho deciso di raccontarvi come io e Federico (il mio amico) abbiamo vissuto questo concerto in maniera diversa e ugualmente bella.

Non vi dirò quanto sia stato bello sentire Mecna ancora emozionato mentre canta 31/07, non vi racconterò di quanto abbiamo urlato tutti quando ha cantato Super, non vi renderò nemmeno partecipi di quanto i battiti cardiaci siano aumentati quando sul palco è comparso Ghemon. Non vi farò il riassunto di ieri sera, a mio parere i concerti o si vivono o non ha senso parlarne.

Mecna va vissuto, va visto live, vanno urlate le sue canzoni, con gli accendini in aria e i telefoni  in tasca, questo ve lo dico, come consiglio personale.

Insomma, unica data estiva, Coco apre, è già pienissimo sotto palco, già ci si accalca per riuscire a prendere quanto più possibile di quell’atmosfera magica (sì, proprio magica, fatata, con gli alberi sul palco e intorno); Federico mi ha già detto che è un po’ scettico  (“gran bell’album, ma canta troppo, non lo so, devo sentirlo” continua a dirmi quando, emozionata, gli dico che non vedo l’ora che inizi).

Siamo in fondo, fuori dalla calca, birra in mano, sigaretta nell’altra, calano le luci.

Arriva Corrado e canta, perché non ha bisogno di presentarsi, di dirci che siamo tantissimi, che alcune facce le conosce già (poi lo farà, ringrazierà tutti, con l’ansia del 25 enne dei primi live seri, solo con qualche anno in più).

Bastano tre canzoni perché i tentennamenti del mio amico si tramutino in risate, urla, video e abbracci. E’ come sentirlo per la prima volta, poi, quando arriva Ghemon, è come trovarsi ai tempi di Kriptonite. (che magari tutti si sono fermati a Disco Inverno e a Mecna sta cosa sta sulle palle, però i brividi li abbiamo ancora tutti come al primo ascolto) .

Non so fare una tracklist, non so dirvi se abbia suonato prima 31/08 o Hotel, se e quante volte ci ha guardati commosso.

Vi so dire che sono tornata ad avere 18 anni, ieri sera, con il cuore in gola. Vi so dire che ho abbracciato e ho saltato e ho riso (e pure pianto) con le mie migliori amiche esattamente con lo stesso spirito di quando Mecna parte a caso in macchina. Vi so dire che ho visto amore, amicizia, ho visto storie finite e appena iniziate.

Alla fine del concerto, in macchina, con una Long sleeve in più io e un vinile Federico abbiamo tirato le somme. E’ stato un concerto di quelli da pelle d’oca, un concerto in cui respiri i 20 anni e forse un po’ rimpiangi i primi ascolti, in cui ci siamo visti un po’ cresciuti.

Mecna canta un po’ di più e rappa un po’ di meno, Lvnar Seife e Cianci ancora accanto a lui, noi ancora tra la folla.

Fatevi un favore, andate a vedere Mecna dal vivo: “fanculo le playlist su spotify”


A cura di Mariarita Colicchio
(e di Fede, Nami, Nichi e Sara, perché i concerti sono emozioni e le emozioni da soli fanno un po’ schifo)

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