È successo che sabato sera, 22 luglio, siamo andati a sentire Mecna al Circolo Magnolia di Milano.

Ogni volta che si va a sentire un concerto di un artista che ci piace tanto, di quelli di cui si tengono il CD nello stereo o in macchina, si ha sempre paura di rimanere delusi, di tornare a casa e pensare che, dal vivo, non è così bravo quanto immaginavamo.

Mecna non è bravo come immaginavamo, dal vivo, è addirittura meglio. È emozionante, divertente e, quando parla, è addirittura impacciato, sa tenere il palco e far ballare, cantare e sorridere. Il preso male più preso male del rap (ma poi, rap fino ad un certo punto) italiano sa far prendere bene chi lo ascolta.

Arriviamo giusto un attimo prima che sul palco salgano lui e LVNAR, e l’atmosfera è quella di una festa tra amici. È il primo tour estivo di Mecna, lui che ama il freddo e la pioggia, che vorrebbe piovesse per sempre’per chi il rumore della pioggia non lo sente’ e, nonostante i trenta gradi e la calca, quando canta riporta il fresco.

Comincia con Acque Profonde e continua con Malibú, Infinito. Ci guardiamo un attimo preoccupati che canti solo Lungomare Paranoia e lui, come se ci avesse letto nel pensiero, inizia a cantare Faresti Con Me, Roar, Taxi.

Canta la sua storia, sempre più nel personale e mentre la racconta al pubblico, questo la vive con lui. Il bello di Mecna, d’altronde, è proprio questo: lui, fondamentalmente, se ne frega se quello che scrive non è quello che ci si aspetta, tanto al terzo ascolto tutti trovano qualcosa in cui rispecchiarsi.

Si continua con Fatto Cosí, Non Dovrei Essere qui, Dove sei tu e cantano tutti, ballano tutti.
Si ferma un secondo, chiede di tirare su gli accendini, di illuminare a giorno quell’atmosfera così scura e canta Superman. Non si vedono flash dei telefoni, è come tornare indietro nel tempo, che cosa bellissima.
Non si ferma, non parla, e si rincorrono Il Tempo non ci Basterà, Nonostante Sia, Non serve, 71100, Aeroplani, Pace.

La sua ora a disposizione è finita, va via ma ritorna e canta Super e 31/08, con tanto di parte finale di 31/07
‘Bella musica e bella gente’ dice in continuazione, ha proprio ragione.

Quello di Mecna è stato un concerto diverso, in un periodo in cui i concerti sono fatti per tutti. Il suo è un concerto fatto per chi crede in lui, per chi l’ha visto cambiare, per chi vuole davvero essere lì per la musica.
Chicca da far notare sono le grafiche dietro la postazione di LVNAR, pioggia neve e gelo, si ritorna all’inverno, che ora fa troppo caldo.

Insomma, per concludere, Mecna va visto dal vivo se lo volete apprezzare davvero, quindi muovetevi e andate appena possibile, vi promettiamo un concerto di quelli che poi vi ricorderete e, magari, dopo ci ringraziate anche.

A cura di Mariarita Colicchio

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