Madame Bovary @ Teatro Libero

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Madame Bovary @ Teatro Libero

Non vi è alcun velo né censura nella confessione di una donna che ormai non ha più nulla da perdere e che ancora fieramente narra le circostanze della sua perdizione. Dal 18 al 23 novembre @ Teatro Libero.

Cos’è:

Una storia che si presenta al suo epilogo, una vita che si narra entro i pochi minuti che la separano dallo stramazzare a terra, consumata da un desiderio che nel suo insorgere reca già il sapore di morte.

La Madame Bovary (Chiara Favero) di Luciano Colavero non ha bisogno di presentazioni, cammina fino al palco con la stessa naturalezza con cui confessa al marito gli eccessi per cui ha condannato la famiglia alla rovina. Lui, ordinario e banale medico di provincia, compiaciuto della sua media condizione; e lei, affetta da una fame insaziabile di qualsiasi sfarzo o mondanità che le permetta di evadere dalla mediocre realtà di paese. Cambia città, amanti, amicizie, abitudini e interessi, in una spasmodica corsa alla ricerca di un’identità sempre nuova, in costante tensione verso un’ideale romanzesco di felicità, per cui la vita tanto agognata è una festa sontuosa racchiusa tra le pareti di una sala da ballo, fuori dalla quale vi è solo ombra e mediocrità.

Com’è:

Non vi è alcun velo né censura nella confessione di una donna che ormai non ha più nulla da perdere e che ancora fieramente narra le circostanze della sua perdizione, entrando nei dettagli più scabrosi delle sue relazioni adultere, noncurante del marito che ascolta.

Il persistente ronzio di mosche, per liberarsi dal quale “non basta chiudere le finestre”, consuma i timpani come la brama di nuove emozioni ha corroso incessantemente, pezzo dopo pezzo, l’esistenza di Emma, la quale è ormai impotente dinnanzi al desiderio che ella stessa ha fomentato. Allora non può che stracciarsi i vestiti, divincolarsi e urlare: tentativi inutili di fuggire un destino di cui ella stessa è l’artefice.

La morsa dell’arsenico si fa via via più stretta, e allora le forze cedono, si placa la corsa sulla stretta pedana, che in vita l’ha proiettata costantemente in avanti verso il capriccio successivo, ma su cui ora fatica a rimanere in equilibrio. Riversa su se stessa, Emma conduce il pubblico fin dentro l’intimità dei pensieri scanditi dagli ultimi battiti di cuore.

Perché vederlo:

Moderna un secolo fa come oggi, Madame Bovary non ha collocazione temporale perché parla di te, di me e di chi ci ha appena attraversato la strada: di chiunque non si reputi appagato pienamente dalla vita e sia dunque in cerca del prossimo traguardo da tagliare. Vi è, infatti, il rischio che questa corsa verso la meta successiva muti in una disperata fuga dalla noia, per poi sorprenderci vuoti nelle tasche e nello spirito. Con incredibile maestria, Chiara Favero cattura l’attenzione del pubblico e lo trasporta nei meandri della disperazione di una donna, forse non poi così diversa da noi.

Nota a margine:

Vera chicca del Teatro Libero è l’atmosfera intima e appartata della sala che permette una comunicazione ancora più efficacie tra attori e pubblico, garanzia di pathos.

regia Luciano Colavero
con Chiara Favero
scenografia Alberto Favretto e Marcello Colavero
suono Michele Gasparini
luci Elisa Bortolussi
costumi Stefania Cempini
produzione Strutture Primarie

a cura di Nicolò Valandro

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