Macerie prime è il nono libro e ultimo grande accollo portato a termine da Zerocalcare, uno dei più famosi fumettisti italiani. Uscito il 14 novembre scorso, lo si può trovare in 3 versioni: una standard, una variant per le librerie e una variant per le fumetterie.

Si tratta di un deciso passo in avanti per Zerocalcare: in questo volume il nostro straight edge preferito non è più il protagonista, o meglio, è solo uno dei protagonisti. Assieme a lui infatti troviamo gli amici di vecchia data Cinghiale, Sara e Secco, Giuliacometti e Katja (comparse rispettivamente in Un polpo alla gola e in Dodici) e per finire Deprecabile, new entry e fidanzato di Katja. Si tratta di personaggi familiari e che risuonano fin da subito con il lettore, ma che per la prima volta vengono mostrati sotto la stessa luce umana che illumina da sempre la figura di Zero personaggio.

L’autore negli anni è stato bravissimo a renderci partecipi delle sue ansie, paure, speranze e successi, in un rapporto con il mondo costellato da coperte di Linus. Tuttavia, gli abitanti di questo mondo sono sempre stati, per noi, estranei e lineari: vuoi per mancanza di uno spazio adeguato, per finalità di trama o anche solo per rispetto della privacy. Era sempre Zero il protagonista, il personaggio che cresceva, che si interrogava, che sbagliava, che doveva essere all’altezza delle aspettative, sue e degli altri; insomma, il personaggio che si metteva a nudo. Qui no. Qui lo Zero autore si mette in disparte e pone la luce sulle lotte dei propri amici, sulle loro riflessioni, vittorie e sconfitte; in una parola, sulle loro vite.

Questo effetto lo avevamo già trovato in Dimentica il mio nome, quando la roccia inscalfibile che era la madre di Zero aveva cominciato a mostrare segni di cedimento, e il lettore si era trovato di fronte ad uno spessore inedito del personaggio.

In Macerie prime il ritratto è ancora più crudo: si affrontano demoni molto più pericolosi di quelli visti in passato e soprattutto più definiti, particolare che aumenta l’effetto di suggestione del lettore. Benché Zero avesse già tratteggiato un demone dell’animo umano ne La profezia dell’Armadillo, quando ci aveva presentato il dolore di Camille, in quest’opera i demoni vengono catalogati e analizzati al fine di aiutarsi nella lotta contro di essi.

Questo processo però li rende più terrificanti, soprattutto quando ci si scopre inermi di fronte a loro o si ripensa, da lettori, alle occasioni in cui noi stessi abbiamo perso una battaglia contro i nostri demoni.

Macerie prime è un libro che scava dentro e porta alla luce i nostri problemi, come la maggior parte dei libri di Zerocalcare. Stavolta però la battaglia è assai più aspra, perché ci viene ricordato che le persone sulle quali contiamo hanno anch’esse demoni da affrontare, che siano comuni o personali. Certo, è una riflessione già accennata ne L’elenco telefonico degli accolli, ma in quel caso questa lotta non aveva impedito agli amici di Zero protagonista di svolgere il ruolo di rete di supporto («se noi siamo qui oggi è perché abbiamo avuto qualcuno su cui contare»).

Quest’opera è caratterizzata dalla solitudine e dall’egoismo e si conclude con un finale quanto mai aperto. Proprio il titolo però sembra indicare la via per ricostruire: sebbene il mondo si scagli contro i personaggi, intaccando le fondamenta del loro essere e riducendoli a “macerie” (esse sono “prime”), rocce su cui si potranno gettare le fondamenta di un’identità più forte.

Speriamo di trovare conferma di queste speculazioni a maggio 2018, quando uscirà il secondo volume dell’opera, che narrerà di avvenimenti accaduti 6 mesi dopo quelli qui narrati e le loro conseguenze.

A cura di Giacomo Gagliardi

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