L’UMBRIA CHE SPACCA

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A cura di Stefania Fausto

È iniziato oggi “L’Umbria che Spacca”, un festival nel cuore verde dell’Italia. A San Francesco al Parco, a Perugia, si alterneranno per 3 giorni ben 17 band, tra cui spiccano i Verdena. Inoltre la peculiarità è che tutti i gruppi saranno posti sullo stesso piano, garantendo così la stessa dignità agli artisti.

Il programma vede:

Giovedì 2 Luglio: Finalisti Concorso Unimusic | The Soul Sailor | Sficatz Rockabilly | Heavy Wood

Venerdì 3 Luglio: Discucci | Blue Dean Carcione | Verdena

Sabato 4 Luglio: Lucy van Pelt | Balefullies | Zero Call | Le Idi di Maggio | GattuZan | The Mighties | FrancineAnd TheBoomers

Siamo alla terza edizione de L’Umbria che Spacca e possiamo dire che è il primo vero festival musicale in Umbria? Com’è nata l’idea e il progetto? Chi è che ci sta dietro?

Non possiamo proprio dire così, ci sono altre realtà altrettanto interessanti come Umbria Jazz, Ephebia Festival, Antifestival, Music for Sunset e ancora altri. Il progetto nasce da molto prima, con l’Associazione Culturale Roghers Staff che da 8 anni si  impegna settimanalmente a organizzare concerti nei vari locali del centro storico dando voce a diverse realtà musicali. Dietro ci sta un gruppo di ragazzi lavoratori/studenti e Aimone Romizi dei Fast Animals and Slow Kids che per certi versi guida questa associazione.

 Quale scopo vi proponete?

Il nostro intento principale è di dar vita al centro storico di Perugia, spesso trascurato, proponendo un intrattenimento giovanile intelligente e stimolante dal punto di vista culturale.

 La location: San Francesco al prato. Cosa vi ha portato a questa scelta?

Crediamo che questa location sia fantastica e rende questo festival unico nel suo genere. Tuttavia, essendo in centro storico, ci sono molte limitazioni, ma abbiamo la consapevolezza che in primis ciò da un tocco in più al nostro festival è proprio la location.

Quali paure e quali aspettative avete per questa edizione?

La paura, come ogni festival estivo, possono essere le condizioni meteorologiche. Le aspettative sono tante, è un festival in costante crescita, il primo anno è stato di un giorno solo, lo scorso anno di due e quest’anno di tre. In più aggiungiamoci che ospitiamo un gruppo come i Verdena, che sono attualmente la band più importante del panorama musicale indipendente italiano, quindi tra le aspettative c’è quella di dare anche un tocco nazionale al festival, e perché no, magari un tocco internazionale nelle futuri edizioni.

 Nella vostra personale esperienza avete trovato ostacoli, e credete ce ne siano in Italia, per organizzare un festival musicale?

Attualmente la maggior parte dei festival in Italia è organizzato da volontari, che hanno a cuore le sorti della musica (nel nostro caso della nostra regione) e una passione non indifferente. Nella nostra personale esperienza, come abbiamo già detto prima, organizzare un festival in pieno centro storico comporta delle limitazioni non indifferenti, in più consideriamo anche che è totalmente gratuito.

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