Lukas Graham @ Carroponte (Milano)

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Lunedì 21 giugno si sono esibiti al Carroponte, in una serata finalmente dal sapore estivo, i Lukas Graham. Band danese, formatasi nel quartiere hippie di Copenaghen, Christiana.
Il gruppo prende il nome dal cantante ed è composta dai suoi amici Mark “Lovestick” (batteria) Falgren Magnus “Magnúm” Larsson (basso) e Kasper Daugaard (tastiere).

Purtroppo al 90% della popolazione sono noti soltanto per la hit “7 years” ma in realtà loro sono molto di più e ieri al concerto ne ho avuto la conferma. Il live si è svolto nel piccolo palco e la capienza sarà stata al massimo 300 persone. Un po’ mi è spiaciuto ma egoisticamente parlando questi concerti più raccolti si rivelano i migliori.

I Lukas Graham si potrebbero definire una band d’altri tempi, parlano della vita e di tutte le sue sfaccettature con una semplicità mista a profondità da non sottovalutare.
Musicalmente parlando non si possono inserire in un unico genere, passano dal folk, al soul fino a toccare sonorità rock e hip-hop. Il tutto sempre pacatamente accompagnato da lievi melodie pop.

Già dalla prima canzone, “Better than yourself”, ballad maliconica caratterizzata principalmente da piano e voce, emerge la bravura e professionalità di tutti i componenti.
Lukas ha un timbro squillante e pulito allo stesso tempo, con una grande estensione vocale, passando da un registro all’altro senza nessun tipo d’incertezza.

L’atmosfera si scalda subito, con il secondo brano “Drunk In the Morning”. Uno dei più leggeri dell’album, molto catchy e dalle sonorità un po’ funky dove spiccano le parti dal vivo suonate dalle due trombe ed il sax .
Il live prosegue entrando sempre di più nella vita del leader della band. Con “Don’t you worry about me”, canzone più soul dell’album e “You’re not there”. Entrambe trattano della morte prematura del padre al quale era molto legato.

Degne di nota sono: “Take the world by storm”, un vero e proprio inno a vivere la propria vita al massimo, con un ritornello dal ritmo molto coinvolgente.
E “Mama Said”, un tributo alla madre del cantante che lo ha sempre supportato a seguire la propria passione, dove spiccano un beat ed un rap molto old school.

La fine del concerto si avvicina, passando per un brano molto accattivante “Nice Guy” da sonorità ragge miste al rap fino ad arrivare alla tanto attesa hit 7 years. L’impressione lasciata è ottima, una band poliedrica sprizzante di talento. L’8 aprile prossimo torneranno in italia a Torino, e scommetto che lì ci saranno molto più di 300 persone.
In un’intervista Lukas a proposito dei loro concerti ha detto “Quello che posso fare è far ridere, ballare e piangere nei 60 minuti o più di uno spettacolo” e proprio così è stato.

A cura di Giulia Lansarotti

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