Lo Stato Sociale @ Bologna

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A cura di Carlo Michele Caccamo

21 Novembre 2015. Una data annunciata con grande anticipo e attesissima da tutti i fan de Lo Stato Sociale. L’ultimo concerto del gruppo che più di tutti ha contribuito a introdurre le masse alla scena musicale indipendente italiana.
Doveva essere una festa. E’ stato molto di più.
In una Bologna particolarmente fredda e bagnata da un alluvione ci hanno pensato i regaz per antonomasia a scaldare ed asciugare le migliaia di ragazzi (arrivati da ogni parte di Italia) che hanno riempito il Paladozza.

E’ Max Collini ad alzare il sipario. Il leader degli Offlaga Disco Pax ha aperto lo stomaco dei presenti con un nostalgico monologo sulla morte dello stato sociale. Come a sancire la sua definitiva dipartita con il (temporaneo?) scioglimento della band che ne porta il nome.
Il gruppo ha potuto eseguire gran parte del proprio repertorio in tre ore di pura goduria per gli afi-cionados.
Segnaliamo il duetto Lodo Guenzi – Brunori sulle note di “Te Per Una Canzone Scritta Ho”. Guenzi al pianoforte, un Brunori ispiratissimo ha intrattenuto il pubblico con tutta la sua simpatia, tra gag e siparietti, in una inusuale versione del brano.
Tra gli ospiti anche i Tre Allegri Ragazzi Morti (“La Musica Non E’ Una Cosa Seria”), Zulù dei 99 Posse (“Mi Sono Rotto Il Cazzo”) e Matteo “Costa” Romagnoli (“La Felicità Non E’ Una Truffa” + “Questo E’ Un Grande Paese”). Le versioni live di alcuni dei brani sono state suonate con arrangiamenti (e in alcuni casi anche testi) completamente diversi da quelli registrati in studio.
Degna di nota anche la performance della troupe di fonici e tecnici della luce che ha eseguito una cover di Brutale.

Un altro regalo della band a questo pubblico delle grandi occasioni è l’ascolto in anteprima di un inedito dal titolo “Campetto”. Un pezzo che è stato ispirato a Lodo proprio dal Paladozza dove questa sera si è esibito: la vita è come una partita di basket (della sua amata Fortitudo) e non sempre è facile distinguere chi è solo alto da chi invece pur essendo piccolo di statura è grande.
Si salta, ci si esalta e ci si diverte, ma in questa grande serata c’è spazio anche per commuoversi. “Linea 30” (brano sulla strage della stazione di Bologna) è stata eseguita da Bebo e da un ospite speciale: Eriano Guidetti, padre dell’occhialuto membro del gruppo nonché protagonista indiscusso del pezzo.

Il concerto si è concluso con l’immancabile “Cromosomi”, ma la festa si è poi spostata al TPO con un djset firmato Teppa Bros (Bebo + Alberto). Il tempo di qualche birra e di un po’ di movimento in un locale gremito di bella gente e tutto finisce. Rimane il ricordo di una serata che resterà nella sto-ria della musica italiana: il primo gruppo di un’etichetta indipendente a riempire e ribaltare un pa-lazzetto.
Lo Stato Sociale si può amare o si può detestare, ma sicuramente in questi due anni di pausa molti sentiranno la mancanza di questi “regaz” di successo.

 

Foto di copertina di Sandro Prosperini

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