LO SPETTATORE TEATRALE

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A cura di Marina Bertolini

Anni di frequentazione di teatri (d’opera, d’avanguardia, della domenica, dell’oratorio e via dicendo) mi hanno fatto comprendere che il pubblico teatrale non è mai solo e soltanto uno ma è tuttavia possibile trovare alcuni elementi di continuità che sembrano inseguirci ovunque andiamo.

Ecco qui un breve elenco che ho deciso di condividere con voi.

QUELLO DELLA CARAMELLA

Non importa in che teatro decidiate di entrare, la vecchietta col mal di gola che deciderà di scartare la caramella nel momento clou dello spettacolo ci sarà SEMPRE. Ovviamente questo prevede un rituale ben preciso e codificato: si inizia con la ricerca della suddetta caramella nella borsa, sempre grande e strapiena, a cui fa seguito il vero e proprio scartamento, lungo e pausato, che provocherà istinti omicidi tra tutti i presenti. La tortura uditiva non termina però qui. Spesso, nel momento in cui la caramella viene finalmente assaporata, la carta diventa un grazioso giocattolo che viene rigirato tra le mani per almeno cinque minuti prima di essere rigettata nella borsa di provenienza. Quando sono andata al cinema (sì, anche il cinema non ne è immune) e c’era un signore con le caramelle già scartate seduto di fianco a me, ebbene, lo ammetto, mi sono quasi commossa.

QUELLO DALL’APPLAUSO FACILE

Anche a voi sarà capitato di andare a teatro ed applaudire. Chi non lo fa? Magari avreste voluto solo sbadigliare o tirare dei pomodori a chi vi ha fatto soffrire per tre ore su una poltrona scomoda ma, alla fine, un applauso non si nega a nessuno. Poi però c’è chi fa degli applausi una ragione di vita e non perderà occasione di iniziare a dimenarsi ancor prima che l’attore finisca di recitare, non importa se alla fine o solo dopo i primi dieci minuti, o ancora prima che cominci: la regola generale è FARE RUMORE.

QUELLO AMMALATO

Partendo dal presupposto che non c’è nulla di male nell’essere ammalati e che questo non dipende, ovviamente, da noi, è quantomeno fastidioso avere accanto qualcuno che passa tutto il tempo a soffiarsi il naso, se siete fortunati avrà almeno una buona scorta di fazzoletti, a tossire o respirare rumorosamente. Non possiamo evitare di ammalarci ma possiamo almeno trovare qualche modo per evitare di infastidire gli altri tra i quali: imbottirci di farmaci, resistere fino alla pausa o all’applauso per scatenare l’inferno o, se la situazione è davvero drammatica, stare a casa.

QUELLO CHE SA TUTTO (E IN REALTÀ NON È COSÌ)

Molto probabilmente, se andate a vedere uno spettacolo, è perché lo conoscete o avete degli interessi che lo riguardano. Capita spesso, però, di trovarsi seduto a fianco qualcuno che cercherà di impressionare la sua nuova fiamma decantando la bravura degli attori/cantanti/ballerini, esibendo la sua competenza e conoscenza infinita. Se però voi siete ferrati sull’argomento non potrete fare a meno di sospirare reprimendo una risata mentre l’uditore resterà a bocca aperta davanti a tante meravigliose informazioni, errate, di cui sembra essere in possesso il declamatore. Se non altro si tratta di uno spettatore divertente e innocuo.

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