Live Report: Tiziano Ferro @ San Siro, Milano

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Live Report: Tiziano Ferro @ San Siro, Milano

16 giugno 2017, ore 20.45, il sole illumina ancora lo stadio di San Siro che si sta riempiendo di  persone, tutti rivolti verso il palco per assistere alla prima delle tre date a Milano di Tiziano Ferro.

Il concerto inizia con un paio di canzoni dell’ultimo album ( “Il Mestiere Della Vita”) , qualche saluto e delle scenografie spettacolari, con tanto di cascate d’acqua. Si capisce da subito che sarà un concerto diverso, uno di quelli dopo i quali si attacca al muro il biglietto per ricordarsi, un domani, di esserci stati. Si capisce subito, allo stesso modo, che quello che si ha davanti è un artista cresciuto, consapevole, presente. Tiziano Ferro, poi, è uno di quelli che sa creare l’atmosfera, se mai le parole delle sue canzoni non bastassero a far commuovere chiunque, anche con un’interpretazione che lascia senza fiato.

Così mentre si susseguono Il regalo mio più grande, Sere Nere, Ed ero contentissimo si ha la sensazione che non ci sia nemmeno una persona, in tutto lo stadio, che non stia cantando. Ferro propone, poi, una scaletta densa, lunga (circa 30 brani) ed eclettica, riprende e riarrangia alcuni dei suoi capolavori e passa da un sound quasi elettronico per “Raffaella è mia” e “Senza scappare mai più”  ad un medley acustico per “ Imbranato”, “ E fuori è buio” e “Troppo buono”.

In due ore riesce a soddisfare chiunque faccia parte di quel pubblico variegato, composto di famiglie, adolescenti e giovanissimi, e ci riesce non solo attraverso la musica; Tiziano Ferro parla al pubblico, si apre con esso, racconta di scalate e momenti difficili, dell’incredulità con cui vive il successo e l’amore di cui è circondato, ringrazia ancora e ancora perchè non è scontato il supporto dimostratogli, poi parla del sociale, dice che gli è stato chiesto di farlo, ma lo fa con eleganza e quindi fa velati riferimenti allo Ius Soli e all’orgoglio (pride) di essere esseri umani, prima che uomini, donne, stranieri, etero o gay e via dicendo.

Arriva poi un momento intimo, i maxi schermi accanto alla pedana si concentrano sul suo volto e Tiziano inizia a cantare Mi sono innamorato di te di Luigi Tenco. Sarebbe sbagliato parlare di cover, non si possono fare cover ad artisti con l’intensità di Tenco, e infatti quello di Ferro è un omaggio cantato con un rispetto quasi reverenziale, per questa ragione quello che raggiunge il pubblico è un capolavoro commovente e bellissimo.

Chiude il concerto con “ Stadio” , “ Non me lo so spiegare” , “Il conforto” ( ad una sola voce, senza Carmen Consoli) e “ Potremmo ritornare”.  Suonata l’ultima nota dell’ultimo brano, si butta sotto la cascata d’acqua e si inginocchia a dire <<GRAZIE>>, di nuovo, ad un pubblico ormai incantato. Per concludere, il concerto di Tiziano Ferro è stato uno di quei concerti in cui non si può stare seduti, si sente il bisogno di stare in piedi, di percepire le vibrazioni della sua musica con ogni particella.

È stato Incanto.

A cura di Mariarita Colicchio

 

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