Domenica  11 novembre, il Circolo Magnolia di Milano ha ospitato per la prima volta in Italia il duo britannico Honne. Duo dalle mille sfaccettature, difficile da inserire all’interno di una categoria. Già il nome può lasciare un po’ confusi, “Honne” infatti deriva da un concetto giapponese e significa True Feelings.

Questa attrazione, da parte della band, per la cultura orientale, si percepisce molto. La sala è popolata da un pubblico eterogeneo, prettamente di giovani adulti, quasi tutti stranieri. Chi giapponese, chi francese, chi inglese, sembrava di essere da tutt’altra parte del mondo, non a Milano.

Nonostante la band prediliga sonorità un po’ chill, soul mixate con l’elettropop, l’atmosfera del concerto è tutt’altro che tranquilla. Il pubblico è calorosissimo, più volte va a sovrastare la voce del cantante e produttore Andy Clutterbuck. Quest’ultimo, a suo volta, sa stare molto bene sul palco e coinvolge le persone a cantare , abbracciarsi, insomma a interagire con lui e il suo socio James Hatcher, più volte durante il live.

Il palco è molto minimale, tra strumenti, voci e giochi di luce colorate e soffuse che cambiano da un brano all’altro. Tra i momenti più emozionanti, il brano “Me & You” dell’ultimo album Love me / Love me not“  incorniciato tra una luce rossa e un po’ di fumo,  Someone that loves you uno dei singoli che li ha portati alla grande fama, qui dal vivo cantato da una bravissima Rebeka Prance (loro corista e collaboratroce) e per finire il brano di chiusura Day one, tra i più amati dell’ultimo album.

Si percepisce, durante tutto il concerto, la passione messa da Andy e James, ed emerge l’importanza data dal pubblico ai testi delle loro canzoni. Quest’ultimo si può considerare uno dei loro punti di forza, avendo il duo un soundriconoscibile ma allo stesso tempo, eccetto qualche brano, abbastanza simile nelle intenzioni e nel mood in tutte le canzoni. Alla fine però il risultato è più che soddisfacente è l’ora e mezza abbondante di live è passata in un attimo. Aspettiamo di rivederli presto, sicuramente in location ancora più grandi.

 

A cura di Giulia Lansarotti

 

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