Live Report: Chiamata alle Arti @ Bra 2016

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È giunto ormai alla sua quinta edizione il riuscitissimo “Chiamata Alle Arti”, festival di Bra organizzato dalla giovanissima associazione Switch On Future; ospiti della seconda giornata, da sempre la più ambita, sabato 15 ottobre si sono intervallati sul palco principale del Movicentro (il bellissimo spazio comunale situato proprio di fianco alla stazione della città cuneese) Alessandro Baronciani, celeberrimo illustratore e fumettista pesarese, Alberto Ferrari dei Verdena insieme a Iosonouncane e i Nadàr Solo.

L’atmosfera di anno in anno non cambia: ci si sente sempre a proprio agio a questo festival, la voglia di fare e l’entusiasmo dei volontari dell’associazione è palpabile; non c’è nulla lasciato al caso, nemmeno le bancarelle espositive al piano superiore del palco principale, scelte accuratamente e ogni anno sempre più originali e simpatiche (da segnalare il bravissimo e giovanissimo illustratore torinese Daniele Lupo).
In leggero ritardo rispetto alla scaletta, poco prima delle 22, salgono sul palco – davanti ad un Movicentro strapieno – Alberto Ferrari dei Verdena e Iosonouncane, accompagnati da un carismatico anche se visibilmente emozionato ragazzo dell’associazione, che ha il compito di intervistarli tra una canzone e l’altra. Per la prima (e forse ultima) volta, infatti, i due artisti si sono presentati insieme per un’interessantissima esibizione acustica, un botta e risposta musicale, per presentare al pubblico “Split”, l’EP uscito ad inizio Settembre che contiene due canzoni dei Verdena reinterpretate da Iosonouncane e viceversa. I due cantautori hanno raccontato un po’ della nascita del loro rapporto di amicizia e stima reciproca per poi parlare dei loro ultimi lavori (“Endkadenz” e “DIE”, entrambi del 2015). Dovendo poi definire i sopracitati album con una parola sola Alberto ha detto che “Endkadenz è un disco distorto”, mentre Jacopo ha descritto “DIE” come ‘nervosissimo’. I due si sono esibiti sulle note di una decina di pezzi, tra cui “Buio”, “Carne”, “Stormi”, “Colle immane” per chiudere insieme con “Tanca” e “Diluvio”, stregando il pubblico braidese.

Dopo aver sgomberato la sala dalle sedie, giusto il tempo di attraversare il palazzetto per prendere un drink ed ecco che già si sentono le chitarre dei Nadàr Solo invadere la tranquilla cittadina; il gruppo torinese è fresco di pubblicazione di “Semplice”, il loro quinto lavoro in studio, uscito il 7 ottobre per Tirreno Dischi e anticipato dal singolo “Aprile”. Inoltre, per la data zero del Semplice Tour, hanno portato con loro Daniele Celona, altro importante componente della scena indie torinese, che sarà al loro fianco per tutta la tournée e al quale hanno lasciato il microfono per far esplodere la sua potente voce sulle note di “Acqua”, pezzo tratto da “Fiori e Demoni”, il suo album di debutto del 2012. I Nadàr hanno saputo amalgamare perfettamente tutte le sonorità e i temi affrontati nei loro lavori: dalle nuovissime “Marco”, “Diamanti”, “Semplice” e “Weekend”, ai tuffi nel passato con “Splendida Idea”, “La ballata del giorno dopo”, “Il vento” e “I tuoi orecchini”. Dopo tanta buona musica e tanto sudore, chiusura in pompa magna con “Non volevo”, singolo di lancio del loro penultimo LP, il riuscitissimo “Fame”.

Di festival così dovrebbero essercene molti di più: il pubblico variava da giovani adolescenti a più attempati adulti, tutti entusiasti di poter passare un paio d’ore con ottima musica al cospetto di alcuni degli artisti più apprezzati della scena italiana, non solo musicale, in uno spazio a pochi passi da casa. Switch On Future ha sempre curato benissimo questo “Insolito festival”, ma quest’anno si è davvero superata, attirando folle di curiosi e proponendo solo materiale di qualità.

A cura di Fabio Scotta

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