Angel Haze @ Circolo Magnolia

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Il 30 Gennaio al Circolo Magnolia di Segrate abbiamo assistito al primo live italiano (e anche unica data) della giovanissima e arrabbiatissima rapper americana Angel Haze.

Nata nel luglio ’91, si sta facendo ora strada nella scena hip hop, scrive fin da piccola fino a che non decide di trasformare i suoi scritti in versi rap. Cresce in un ambiente ultra religioso, con un passato difficile fatto di abusi; il risultato è una ragazza che vuole urlarci di tutto e lo fa molto bene.

A scaldare l’atmosfera prima dell’arrivo della rapper ci pensa il We Riddim che ci fa muovere i sederi in attesa del concerto. Il locale non è pieno, ci si aspettava un po’ più di gente visto che questo è anche il suo esordio italiano, ne deduciamo che probabilmente non è ancora abbastanza conosciuta nel nostro bel paese, ma siamo sicuri che le acque tra poco si smuoveranno.

Circa alle 23.30 si presenta alla consolle Tk Kayembe, produttore del mixtape di Angel Haze “Back to the Woods” che questa sera ci faranno assaggiare. Arriva finalmente la ragazza di Detroit col muso cazzuto vestita di nero e con un cappellino a visiera bianco che le copre il volto, insomma mega stilosa. Ci fa capire subito come la serata si svolgerà iniziando con “On Fire”, brano completamente azzeccato per aprire il concetto e per rompere il ghiaccio col pubblico; Angel ci sa fare ma ancora siamo un po’ timidi. Segue “Moonrise kingdom” che rispetto all’apertura è decisamente meno rap e lascia spazio ad una Angel Haze un po’ più romantica, ci si lascia piacevolmente trasportare dall’atmosfera cupa della cantante fino a “Impossible” la quale ci obbliga a svegliarci e a seguire il ritmo.

Seguono “Dark Places” e “The Wolves” ed è finalmente qui che ci si convince quanto questa ragazza sia badass; al grido “hands up” l’ordine viene eseguito e si inizia a ballare. Angel intervalla canzoni da super nigga a canzoni strappalacrime come “The Woods”. Seguono “Detox” e “Werkin girls” quest’ultimo non fa parte del Mixtape che sta promuovendo ma fa comunque prendere bene tutti quanti, il brano viene accompagnato da saltelli e braccia in aria, ci sentiamo parte tutti quanti della vibe. Comincia a sentirsi aria di chiusura e viene confermata da “Battle Cry”, probabilmente il brano più conosciuto grazie anche al featuring di Sia (non presente fisicamente, ma nel cuore sì), la Haze finalmente si unisce tra noi e iniziamo a cantare tutti quanti, cerca di soddisfare ogni lato della platea e il risultato è ottimo. Finisce che ci commuoviamo un po’ tutti e ne vorremmo ancora, il concerto non è durato tanto, noi le vogliamo bene e anche lei ci vuole bene e ce lo fa capire urlando “Italy, I love you”.

a cura di Sara Palumbo

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