LION: LA STRADA VERSO CASA – Se una notte d’inverno, un viaggiatore

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India, 1986

L’infanzia di Saroo e di suo fratello passa tra furti di carbone e i giochi sui binari di una ferrovia, in una terra afflitta da immensa povertà.
La cornice di questo film sembra quasi quella di un documentario.
Se cercate una pellicola che vi faccia piangere dall’inizio alla fine (non scherzo), che sia di tristezza e di gioia, questa è sicuramente una scelta azzeccata.

La storia è divisa in due blocchi, quasi indipendenti, della vita dello stesso protagonista di cui la prima si svolge in un villaggio sperduto nei pressi di Calcutta e la seconda in Australia, in una cornice del tutto opposta.

Saroo perde di vista il fratello mentre decide di seguirlo in una bravata alle spalle della madre. Inizia da lì la sua epopea. Ci troviamo davanti ai grandi occhi di un bambino solo e impotente, che si perde nel buio di una stazione. Un treno, giorni di viaggio in un porta bagagli e poi ancora un’India tanto crudele quanto meravigliosa.

Poi, la svolta, tutto si trasferisce dall’altra parte del mondo, in Tasmania per l’esattezza.
Così, con un po’ di sollievo, iniziamo a crescere con lui, studiare e imparare a vivere in una civiltà sviluppata come quella occidentale.
Venticinque anni dopo, nel bel mezzo della sua vita agiata e di una serata a tema orientale con gli amici del College, un dolcetto indiano che usava solo desiderare da bambino, fa scattare in lui il bisogno di affrontare il suo passato e ritrovarlo.

Molti temi vengono toccati, tra questi c’è la tecnologia, nella sua funzione più utile. Parliamo di Google Earth, motore di ricerca che ti permette di fare letteralmente un giro intorno al mondo con il solo mouse del computer. È così, infatti, che egli si metterà alla ricerca di quelle stesse informazioni sulla sua casa che non ha mai potuto utilizzare nel momento di bisogno.

Da lì in poi, un viaggio al contrario, nel tentativo di trovare la stazione giusta nella quale quell’avventura era cominciata, utilizzando i pochi ma vividi dettagli dei suoi ricordi.

Intenso ma mai noioso e scontato e tratto dalla vera storia di Saroo Brierley. Sicuramente toccherà le vostre cordepiù sensibili, la famiglia, l’infanzia, l’amore, materno e non, tutto raccontato da due punti di vista estremamente diversi e lontani fra loro ma che in fondo, si scoprono essere parte dell’essere umani.

Metteteci poi un cast con i fiocchi, Nicole Kidman, DevPatel e Rooney Mara, delle musiche azzeccatissime, l’espressività di un piccolo protagonista molto promettente e il cocktail è servito: 120 minuti di pura commozione che anche i più cinici stenteranno a trattenere, poi si accenderanno le luci in sala e solo a quel punto riuscirete a capire davvero il significato del titolo.


A cura di Elena Giuliano

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