Il 2017 si porta con sé tante cose, tra le quali alcune non necessariamente positive, ma per enumerare ciò che ci ha regalato bellissimi momenti, vorremo ringraziarlo innanzitutto per la moltitudine di libri che ci ha lasciato in eredità. Noi non vogliamo proporvi un’altra lista sulle migliori cose che sono accadute nel 2017, ma ci limitiamo a raccontarvi quali di queste ha avuto per noi, in prima persona, un impatto significativo, come una confidenza, un conoscerci, nella speranza che anche voi possiate collezionare momenti bellissimi con uno di questi libri.

Tutto è possibile, di Elizabeth Strout 

Ci sono degli autori che pubblicano un libro strepitoso e che, progredendo, corrono verso il declino letterario, producendo brutte copie del romanzo d’esordio rimanendo legati allo statuto di ‘lo scrittore di quel romanzo’. Non è di certo quello che si può dire di Elizabeth Strout, che anno dopo anno continua a sorprendere i suoi lettori, reinventandosi mondi e personaggi da raccontare, ciascuno unico ed ineguagliabile. Se dico che la scrittura sincera e lieve della scrittrice americana è stata per me la scoperta più preziosa del 2017, non esagero: iniziando la scoperta dell’autrice a partire dalla lettura dell’ultima sua produzione Tutto è possibile, mi sono trovata con l’urgenza di chiederle di raccontarmi altro. Il libro contiene nove racconti dislocati in duecento pagine, e in ogni racconto viene impresso un frammento della vita di un personaggio, tutti e nove provincialotti che risiedono in una cittadina americana nel Maine. Portano avanti esistenze tristi e senza stimoli, che spesso sfociano in atti spietati l’uno nei confronti dell’altro. La Strout è abilissima nel raccontarci in maniera essenziale tutto quello che è necessario sapere in funzione di quell’estratto della loro vita, e nell’interrompere la narrazione proprio al momento giusto, quando l’empatia e il desiderio di girare pagina hanno raggiunto l’apice.

a cura di Francesca Faccani

 

Le nostre anime di notte, di Kent Haruf

Le Nostre Anime di Notte, di Haruf, è uno di quei libri che lasciano una traccia indelebile in chi legge. I toni dolci, pacati, i dialoghi e le immagini rendono il romanzo un piccolo gioiello. La storia, poi, scalda il cuore e commuove, facendo aprire gli occhi al lettore sul tema dell’amore senza età e senza tempo. E i due protagonisti, pagina dopo pagina, diventano familiari, conosciuti e nostri amici. Haruf ha la capacità di connettersi al lettore, con una narrazione senza grandi colpi di scena, stravolgimenti e via dicendo. La grandezza dell’autore sta nel narrare il quotidiano e renderlo straordinario, nel dipingere personaggi vivi, nel creare situazioni vere.

Un libro che stravolge le giornate, che le addolcisce, che lascia un senso agrodolce e che non si può non divorare! Da leggere, anche se non vi piace leggere, perché tiene compagnia, soprattutto di notte, perché quello è il momento in cui ci si sente più soli.

a cura di Mariarita Colicchio

 

Tre piani, di Eshkol Nevo.

Tre Piani, ultimo lavoro di Eshkol Nevo uscito nel mese di marzo e edito dalla casa editrice Neri Pozza, è una creatura letteraria particolare: ha i tratti del romanzo ma si compone di tre racconti che hanno un inizio, una fine e dei personaggi quasi del tutto autonomi. Questi personaggi sono soli e quasi sempre protagonisti di monologhi, eppure osservando le loro vite ci rendiamo conto che le nostre anime, così come le nostre storie, non esistono se non nello spazio tra noi e le orecchie di qualcuno disposto ad ascoltarci ad accogliere i nostri segreti.

Così i monologhi diventano dialoghi con interlocutori reali o fittizi, a cui il lettore assiste come spettatore e custode silenzioso, entrando in un triangolo narrativo pervaso di empatia.

Le tre del mattino, di Gianrico Carofiglio

Carofiglio ci ha abituato nel tempo ad alti standard, grazie ad una scrittura impeccabile nella sua semplicità. Le tre del mattino segna il ritorno dell’amato scrittore barese che, dopo aver pubblicato lavori non imperdibili, sembra aver trovato nuovamente la strada per coniugare una prosa efficace e lineare con una trama ben riuscita. Le notti marsigliesi (omaggio a Jean-Claude Izzo?) sono la cornice della complessa relazione padre-figlio che Carofiglio offre al lettore. Nei romanzi dell’ex magistrato pugliese, le ore che precedono la mattina sono le coordinate temporali che forse più di tutte rendono davvero possibile un incontro sincero e senza filtri con l’altro. Questo è quello che accade tra Antonio e suo padre, costretti dal medico che ha in cura l’epilessia di Antonio a passare intere notti insonni tra i vicoli di questa affascinante città portuale francese.

Tra musica jazz e bicchieri di cassis, padre e figlio dismettono i panni degli estranei per incontrarsi nell’impervio campo delle reciproche paure e aspirazioni. La penna ironica e delicata di Carofiglio ha il pregio di affrontare in maniera elegante e non convenzionale una tematica sulla quale è già stato impiegato forse troppo inchiostro quale l’essere padri e l’essere figli.

  • A cura di Carlo Michele Caccamo

Ogni volta che mi baci muore un nazista, di Guido Catalano

I libri del 2017 che ci sono piaciuti di piùCatalano torna in libreria con Ogni volta che mi baci muore un nazista – 144 poesie bellissime edito da Rizzoli, una raccolta di poesie “per tutte le occasioni”. Dopo qualche anno di assenza, torna sotto i riflettori il “Poeta Professionista Vivente”, come ama definirsi, perché tutti i grandi poeti diventano “grandi” da morti, ma non lui.

Demiurgo delle parole, Catalano forgia una poesia eclettica: ironica, irriverente, scomposta, sboccata ma anche malinconica, dolce. Poesie per grandi eventi ma anche per il grande evento della quotidianità, poesie da dedicare, da dedicarsi, poesie per chi è solo, per chi ha il cuore spezzato, per chi è solo con il cuore spezzato, poesie per Chiara, Maria, Lucia, e un’altra decina di ragazze, e insieme un po’ tutte. Alcuni lo definiscono “l’ultimo dei poeti”, altri pensano che la banalità delle sue poesie sia disarmante, un po’ come quelli che davanti al taglio di Fontana esordiscono con: vabbè ma lo so fare anche io; peccato che di poeti che sanno fare anche loro poesie così in giro non se ne vedano molti. La poesia non è altro che il mezzo più immediato e più profondo di espressione dell’animo umano, che si evolve inevitabilmente insieme a noi. Le poesie di Catalano sono una testimonianza di come la poesia del nuovo millennio sta cambiando e di come in questo nuovo millennio, nonostante tutto, sia facile trovare la poesia in quello che ci circonda.

Un’amicizia da Nobel. Kahneman e Tversky, l’incontro che ha cambiato il nostro modo di pensare, di Michael Lewis.

I libri del 2017 che ci sono piaciuti di piùLa saggistica è un ambito della scrittura che spesso sfugge nel compilare le classifiche di fino anno. Il lettore-tipo si dedica alla narrativa, e i saggi sono legati idealmente all’ambiente universitario o ad altre incombenze di questo tipo. Ma dietro l’etichetta di “saggio” si nasconde una pletora di generi, argomenti che potrebbero sorprendere chi frequenta poco questa categoria, e che poco hanno da invidiare alla narrativa. Tra le letture migliori di questo 2017 che salutiamo, per me, c’è proprio un saggio, categoria che ho ripreso a frequentare quest’anno. In particolare, si tratta di una biografia, dallo stile divulgativo e piacevole, densa di informazioni tanto sui due protagonisti quanto sulla disciplina che hanno contribuito a fondare.

di cosa parla, in particolare, Un’amicizia da Nobel? Parla, innanzitutto, di Daniel e Amos, due amici che si conoscono dopo infanzie diverse, crescendo in Israele per poi arrivare negli USA. Che studiano e si confrontano e scoprono di poter pensare insieme in un modo assolutamente inimitabile e che proprio non riescono a raccapezzarsi di come noi esseri umani sembriamo prendere per buone intuizioni e informazioni che, con un po’ di ragionamento, sono assolutamente prive di fondamento. Perché ci inganniamo così facilmente? La risposta, ovviamente, non è così semplice. Ma Kahneman e Tversky – e Lewis, parlando di loro – sono riusciti a spiegarcelo. E infatti ora, in casa Kahneman, troneggia un bel Nobel.

 

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