LIBER…(A)MI: OVVERO LA RICETTA PER SENTIRSI LIBERI, CON UN LIBRO, A MILANO

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A cura di Federica Varbella

Non è un caso che in latino “libro” e “libero” si dicano allo stesso modo. Sì, può cambiare la quantità vocalica, ma il concetto è lo stesso: cultura come veicolo di emancipazione. E dato che noi di Vox siamo attratti perversamente dalle rivoluzioni, abbiamo deciso di scatenarne una nel centro di Milano. I libri la nostra arma, il divertimento il risultato. La violenza però rimarrà confinata alle idee. Idee pacifiche di scambio di pensieri ed emozioni, al fine di creare legami fra persone diverse, anche lontane e sconosciute, che hanno in comune la lettura di un libro.

Fulcro della giornata sarà appunto il BOOKCROSSING, un attraversamento, incrocio o rotonda, in cui ad avvicendarsi non saranno lo smog e il traffico, bensì i libri e le storie dei loro lettori. Come ben sapete, l’esercito di Vox si contraddistingue per la sua insaziabile voracità, quindi perché limitarsi ai libri? Quella a cui prenderete parte sarà un’intera giornata di scambio, tra libri, teatro e musica. Infatti, dopo il reading a cura di Marco Peano, autore de “L’invenzione della madre”, Minimum Fax, il regista del Teatro Franco Parenti, Fabio Cherstich, presenterà la rassegna Focus Brecht. Il tutto sarà accompagnato da un multiforme e coinvolgente intrattenimento musicale, curato da Alessio Premoli.

A questo punto dovremmo aver rapito la vostra attenzione, per convincervi a essere dei nostri basta rivelarvi il quando, il dove e il come. Vi aspettiamo numerosi ma soprattutto agguerriti e avidi di libri, Domenica 7 giugno dalle 15 alle 22, presso la Palazzina Appiani (viale Byron 2, Arena Civica del Parco Sempione) concessaci per l’occasione dalla delegazione di Milano del Fai che, con il suo gruppo Fai Giovani, organizza con noi questo fantastico evento. Il primo di molti. L’ingresso ovviamente è libero, per rimanere fedeli al titolo dell’evento, ma vi consigliamo di portare con voi uno/dieci/cento libri perché avrete l’opportunità di scambiarli e mettere così in circolo voi stessi, perché “noi siamo quello che leggiamo”.

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