LA SCRITTURA IN VERNACOLO E IL MONDO RAP OGGI, TRA WEB E AUTOPRODUZIONE

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a cura di: Paolo Loreto

Ci ha risposto Riccardo Spagnolo, noto coi nomi Tecà e Tecasù, è un rapper italiano fondatore della Murgia Drima, Pooglia Tribe, Hi-Fi, 6 Pollici, prende parte al gruppo Bad&Break Funk fondato da Cayam e Zio Pino.

  • L’Ascolto dei Pooglia Tribe come dei Sud Sound System in tutta Italia è stato un vero e proprio veicolo pubblicitario per la nostra regione. Questo modo di scrivere e fare musica attraverso la lingua dei luoghi sta riaffiorando in questi ultimi tempi con le crew campane. Quanto è importante l’emergere a livello nazionale di questa realtà musicale?

La Campania storicamente ha sempre avuto esponenti del rap ad alto livello , La Famiglia , I 13 Bastardi , Co’ Sang, quindi è normale, per quello che mi riguarda, non stupirmi del successo di Clementino e Rocco Hunt . Le radio possono veicolare molto bene il successo dei prodotti musicali o, a volte, essere distratte dai grandi successi della rete. Dopotutto esse non sono più il grande orecchio della musica, quindi sono costrette ad attingere da quel mondo virtuale della rete che poi così virtuale non è più. L’immediatezza e il ritmo sincopato, il suono sgraziato e la facilità di addomesticare ogni Bpm. L’insieme di queste peculiarità che appartengono al dialetto non fa altro che alimentare la ricerca e la produzione continua di pezzi musicali da parte dei compositori meridionali. Per quello che mi riguarda il successo meritato che stanno avendo gli artisti campani mi inorgoglisce e mi porta a sperimentare sempre più la mia scrittura e l’approccio al ritmo musicale.

  • La scrittura dialettale è un esigenza comunicativa e musicale. Il vernacolo è il canale comunicativo più vicino al concetto primordiale di rap?

La scrittura vernacolare è per me la vera grande possibilità di avvicinarsi alla lingua italiana. È proprio la facilità espressiva, combinata con quella ritmica che il dialetto possiede, a traghettarmi verso la lingua italiana. Tutto questo mescolato all’approccio più lucido possibile (considerando la mia ignoranza) che ho rispetto alla morfologia dentro le nove parti del discorso classico, quali: nomi, articoli, aggettivi, pronomi, verbi, avverbi, preposizioni, congiunzioni, interazioni, esclamazioni e onomatopee . Mi odierei se, dopo 20 anni di vernacolo, non riuscissi, anche in italiano, a portare oltre un pezzo sia a livello tecnico che a livello sonoro del dialetto . Il rap stesso è l’aspetto primordiale verso la comunicazione , tutti istintivamente iniziamo a comunicare per farci riconoscere, per stabilire rapporti, per noi del sud e penso anche per il nord. Inoltre è indiscutibile il fatto che ci siano dei dialetti che suonano e altri che stonano…vabbè ma questo aspetto ha bisogno di un altro dibattito!

  • Siamo nell’era dei social, dei tuber e dell’immediatezza dell’autoproduzione attraverso il web. Credi che questo oggi abbia tolto un filtro, rendendo più semplice la popolarità anche per una “cattiva” musica, o che sia un mezzo più semplice per arrivare al pubblico per chi lo merita?

Quello che adesso si chiama cyberspazio quarant’anni fa era il sottoscala di un condominio anonimo del Bronx o un blockparty di Dj Kool Herc, quella forma di produzione musicale che adesso suona curiosamente old: l’underground music. Il cyberspazio, inteso come aggregazione virtuale, ha avuto uno stadio primordiale che possiamo identificare in quel nucleo di persone, così intolleranti al gioco delle lobbies nell’industria e delle majors nella musica, da trovare nella rete quella purezza di pensiero e condivisione scientifica, artistica, filosofica prima, e antagonista dopo, di una società dominatrice. Della rete di sicuro esiste una storia ed è strano che a nessuno interessi. È come trovarsi in un conflitto mondiale, preoccuparsi di trovare cibo e non interessarsi alle cause. La realtà virtuale non è nient’altro che un’altra dimensione che gli scienziati di fisica chiamerebbero Stringa. Ci vivi producendo musica o apparendo con i video, puoi essere quello che sei o un altro “tu”, puoi difenderti da te stesso, da tutte quelle velocità che la società impone e da quel cannibalismo che la caratterizza . Io personalmente cerco il mio successo in rete usando i mezzi del cloud beezer nel grime…se vuoi godere del successo fa che non ti trovi! P.s. Miley Cyrus non è Twiggy.

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  • Il fenomeno rap più popolare tra i più giovani al momento è il ramo del gangsta rap. Come mai questo genere agli antipodi rispetto al vostro modo di far musica è diventato così popolare?

La cosa più affascinante del rap è che è a portata di mano oppure “di penna”. Voglio dire, Cristiano Ronaldo è un giocatore molto veloce, ma rispetto a Usain Bolt? Io mi diverto a fare freestyle ma rispetto a Moddi Mc che è un dei più forti di sempre? Quindi, separando i due paragoni all’interno dei campi in cui agiscono questi personaggi e il giusto rapporto tra loro, voglio dire che c’è speranza per gli scarsi e che la selezione fa il campione. Del Gangsta rap io in Italia non ho notizie, se proprio c’è qualcuno che lo fa io non lo conosco. Per parlare di questo fenomeno bisognerebbe conoscere bene tutta una serie di avvenimenti che ignoro e che, per questo, non sono in grado di affrontare. Essere lontani?…beh forse bisognerebbe capire a cosa eravamo vicini per capire da cosa siamo lontani. Io personalmente non mi sento lontano da niente, scrivo rap, sto vicino al rap, vado alle jam, sto vicino all’hip hop, forse il problema è non guadagnare denaro da quello che produco? Beh sì. Avere voglia di apparire non è un problema, può essere visto anche come cercare spazio. Crearsi uno stile è una componente della personalità, se poi sfocia nell’ostentare tutto attraverso i social, allora sì che si percepisce la “minchionaggine”!

  • La “vecchia scuola” in Italia è sempre stata ai margini dello star system. Oggi invece artisti, tv e talent si mescolano tra loro. Questo sta allontanando il rap dal suo carattere di denuncia sociale? Dalle sue radici di voce della strada?

Penso di no, lo star system non sta allontanando nessuno da nessuno, anche perché non ne sarebbe capace. Gli pseudo produttori della televisione in realtà nella musica sono dei bidelli, come quando, per esempio, bisogna fare dei restauri e loro si presentano con le chiavi delle aule in mano spacciandosi per il preside (comunque mia madre è bidella). Rocco Hunt con i suoi autori ha scritto un pezzo di denuncia, no? eppure ha vinto Sanremo. Molti rappers hanno messo in piedi delle etichette, a detta loro e secondo quello sentito dalle loro interviste, quindi molti di loro riescono a mescolarsi senza perdere il sapore e rispettando la ricetta delle ciambelle che sfornano.

  • La vostra ricetta? Vestire suoni latini stile Buena Vista con metriche dialettali?

10151299_10152455977466719_1122915007693480125_nPersonalmente ne sono lusingato, magari avessimo avuto l’intuizione di campionare i Buena Vista Social Club! Penso che all’epoca l’idea vincente fu solo quella di provare a fare rap sulla musica latina, oppure l’essere stati i primi a sperimentare l’hip hop ragga o il sound Dilla, mentre tutti impazzivano per produzioni molto più funk o poco sperimentali. Il collettivo Pooglia Tribe si è affermato soprattutto grazie al coraggio mostrato nello stare al di fuori dei canoni dell’hip hop italiano determinando, quindi, un sound tipicamente nostrano…e adesso ci divertiamo a realizzare prodotti a Km 0 !! La forza di una tribù sta proprio nelle differenze e nella singolarità.

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