INSEGUENDO IL FESTIVAL PERFETTO – LA REPUBBLICA INDIPENDENTE DI LU + intervista

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LUU

L’estate sta per finire, ma il viaggio di Boombox per la rubrica “Inseguendo il festival perfetto” non è ancora giunto al termine. La lista dei festival che i nostri ragazzi stanno studiando è lunga e scegliere sarà difficile. Anche questo weekend sarà ricco di eventi musicali in cui RadioCatt sarà presente. Insomma, le occasioni per ascoltare buona musica non mancano mai e noi di certo non ce le facciamo sfuggire.

A dimostrazione, eccovi la lineup del “La Repubblica Indipendente di Lu“:

VENERDÌ 5 SETTEMBRE – DAY #1

Apertura cancelli
Main Stage ore 17,45
Inizio live (improrogabilmente) ore 18,30

LINE UP: Silicon Dust | THE INSPECTOR | Go!Zilla | Passover | Sula Ventrebianco | ELK | Lo Straniero 

SABATO 6 SETTEMBRE – DAY #2

Apertura cancelli
Main Stage ore 17,45
Inizio live (improrogabilmente) ore 18,30

Le Attività del Villaggio della Repubblica:
> Avvicinamento all’ukulele (16-17)
> Workshop OF Photography (16- fine festival)
> Proiezione Best Before End (17-18)
> Degusta la Repubblica

LINE UP: M+A | Boxerin Club | C+C=Maxigross | Deluded by Lesbians | News For Lulu | Mad Krampus | Japanese Gum | Pocket Chestnut | MasCara

INGRESSO UP TO YOU fino alle ore 20,00
(paghi quanto vuoi)
INGRESSO 5 € dopo le 20,00

Per capirne di più, la redazione di Boombox ha deciso, inoltre, di intervistare gli organizzatori del festival:

Da dove nasce La Repubblica Indipendente di Lu? Come si è formato questo particolare ‘governo?

Il nome è un po’ forte e le due parole, ‘Repubblica’ e ‘Indipendente’, cercano un po’ di far capire che il nostro obiettivo: quello di portare avanti un evento dove lo spettatore/cittadino si senta ben accolto e coccolato con un’offerta musicale, gastronomica e culturale particolare,o meglio, diversa dalle altre. Su questo nome poi ci abbiamo giocato un po’ ed è venuto tutto da sé. Il ‘governo’ si è formato per volontà di tre ragazzi, ma l’idea parte dall’attuale presidente dell’Associazione che è proprio originario di Lu. Non è dimenticare che siamo supportati da un folto numero di volontari che rendono questo festival, fattibile e sostenibile.

Qual era il vostro scopo quando avete deciso di dar inizio a questa Repubblica?

Il nostro scopo era, ed è ancora, quello di valorizzare il territorio, utilizzando musica, arte ed enogastronomia come traini. Lo abbiamo anche spiegato nel nostro Art.1 – La Repubblica Indipendente di Lu è fondata sulla MUSICA, sull’ARTE, sull’ENOGASTRONOMIA ma soprattutto sul TERRITORIO. La MUSICA appartiene al popolo, che la VIVE nelle forme e nei limiti della Costituzione.

Cosa vi aspettate invece da quest’anno? Ora che siamo alla seconda edizione, dopo la Proclamazione e la Costituente, raccontateci se ci sono state innovazioni o cambiamenti.

Ci auguriamo di aver fatto dei passi avanti su tutti i fronti, che il pubblico sia numeroso e che apprezzi i nostri sforzi. Ogni anno si cerca di imparare dai propri errori e aggiustare la mira. Questa edizione è la numero due ma è anche la terza, poiché il primo anno siamo partiti con un’edizione zero di un unico giorno, organizzata in pochissimo tempo. Ci sono state molte evoluzioni: sono cresciute le attività del Villaggio della Repubblica collaborando con varie associazioni culturali e abbiamo cercato di strutturare in maniera più fruibile l’After Party. Tra le attività che si potranno svolgere ci sono un workshop di fotografia sulla musica live, un avvicinamento all’ukulele, la proiezione di Best Before End (docu-film sui festival musicali italiani) e infine alcune degustazioni di prodotti tipici.

Parliamo di line up. Delle scelte molto interessanti anche nel 2014. Come è stata decisa la linea artistica del festival?

Ascoltiamo molta musica, frequentiamo molti festival – anche per lavoro – e quindi ci facciamo un po’ un’idea delle band che ci piacerebbe avere sul nostro palco. Altre band le scoviamo in rete o sui giornali. Cerchiamo di proporre band che in prospettiva , secondo noi, abbiano qualcosa da dire, sia provenienti dalla nostra provincia che dal resto d’Italia. Quest’anno ci sono band toscane, campane, venete ed emiliane.

Come dovrebbe essere un festival per essere considerato perfetto?

Non sappiamo se esista o meno un festival perfetto. Se si riesce a soddisfare pubblico e artisti, molto probabilmente si è già sulla strada giusta.

Date le recenti discussioni riguardo i festival in Italia, secondo voi cosa manca in questo paese affinché si radicalizzi una cultura aperta questi eventi?

Manca una regolamentazione semplice e snella per organizzare eventi, che siano festival o semplici concerti; le pubbliche amministrazioni non hanno ancora capito che manifestazioni del genere possono avere una ricaduta benefica su un’intera città e, per ultimo, ma non meno importante, in Italia manca la cultura del festival, che consiste nel non fermarsi alle tre band di amici che si conoscono o in quei due generi che si ascoltano e godersi totalmente un evento, in tutte le sue sfaccettature. Ci vorrebbe un po’ più di apertura mentale.

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