LA GRANDE MADRE

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A cura di Virginia Battaglini

Un genere forte, condannato per secoli a sopravvivere in un mondo che non lo ha apprezzato fino a tempi recentissimi e che tutt’oggi, alle volte, tende ancora a non rispettarlo; l’evoluzione della società, l’emancipazione sociale, sessuale e mentale che ci ha guidato a migliorare o addirittura a risolvere la condizione di subordinazione cui le donne sono state per lungo tempo costrette. La storia di un secolo, a partire dalle Avanguardie, di cambiamenti radicali nei rapporti tra i sessi, interpretata dalle opere di più di 130 artisti internazionali.

Un racconto espositivo “universale”, per tema, linguaggi e provenienza, studiato da Massimiliano Gioni, dal 2003 direttore artistico della Fondazione Nicola Trussardi e massima figura del panorama artistico italiano, tra le altre cose curatore della 55esima Esposizione Internazionale d’arte della Biennale di Venezia.

29 sale allestite per temi e scuole, accolgono le opere di grandi artisti sia storicizzati (Marcel Duchamp, André Breton, Man Ray, Frida Kahlo, Jeff Koons) che meno conosciuti, in un melting pot di stili e generi che spazia dai dipinti agli scritti teorici, dalle installazioni video alle sculture a tema sessuale. Molte sono le opere significativamente complesse, poco adatte ad essere apprezzate dal vasto pubblico, nonostante la distribuzione gratuita di una guida cartacea molto strutturata e corposa, altre risultano più intuitive e più chiaro il motivo che ha portato alla scelta di esporle. In alcuni casi l’impatto emotivo è fortissimo, come ad esempio nell’opera dell’artista californiano Matt Mullican “Untitled (Birth to Death list)” situata in una delle ultime sale del percorso; un elenco composto da più di mille parole che sintetizzano una vita intera, quella di un’ignota donna X, specchio di milioni di altri comuni percorsi straordinari. Ricordi significativi e particolari quotidiani si susseguono in una cascata intensissima di momenti descritti da poche parole coincise, istanti che sostengono la progressiva costruzione di quella fiera identità femminile che tutto l’apparato espositivo celebra, in ogni suo più misterioso aspetto.

Rilevante anche l’utilizzo intelligente dei social networks attraverso la piattaforma “Social Media Wall”, in cui i visitatori possono postare foto delle proprie mamme partecipando al progetto di Yoko Ono #MyMommyIsBeautiful, o ricalcare la performance presente in mostra condividendo gli scatti che documentano i primi passi di un bambino con #TeachingToWalk.

In ultima analisi, non possiamo dimenticare l’effetto e l’atmosfera grandiosa che gli spazi di Palazzo Reale sono ancora una volta in grado di creare: potete approfittarne ancora per pochi giorni, dopo tre mesi e un grande successo di pubblico, la mostra chiuderà il 15 Novembre.

 

 

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