Boombox meets…Jules not Jude

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A cura di Giovanni Pedersini

Abbiamo fatto qualche domanda ai Jules Not Jude, band indie pop, che il 27 chiuderà questo novembre esplosivo di Linoleum.

Com’è nato Pillowlize Ep, il vostro ultimo lavoro in studio?

Pillowlize Ep è nato in tempi differenti, i pezzi non sono stati composti tutti nel medesimo periodo. Mitosis e Pillowlize (la titletrack) sono brani registrati durante le riprese di The Miracle Foundation nel 2013, ma erano brani diversi, gli ultimi composti dalla band. Avevano un sapore diverso, meritavano un attenzione particolare a nostro avviso. L’attenzione che può dare un Ep. Nell’inverno 2014 avevamo questo brano su cui stavamo lavorando da alcune settimane in sala prove e abbiamo deciso di registrarlo, ed ecco 29 che ha lo stesso sapore, le stesse intenzioni e si sposava perfettamente con i primi due. Abbiamo ragionato per molto tempo su come valorizzare questi tre brani, come completare l’Ep, pensavamo ad un remix ma non trovavamo nulla di adatto. Dal nulla poi è arrivata la soluzione: avevo una manciata di accordi al piano e facendoli sentire a Pierluigi Ballarin, nostro produttore abbiamo deciso di registrarlo. Cosi, in solitaria io e lui. Ed ecco Chinese Man, brano che chiude l’Ep. Era pronto per uscire.

Nella vostra storia avete avuto diversi cambi di formazione. Ora sono entrati Fabrizio Righetti alla chitarra e Marco Innocenti alla batteria. Quanto ha influito questo fattore sull’equilibrio della band e nella stesura dei nuovi brani?

I brani dell’Ep non sono stati composti da Marco e Fabrizio ma dalla vecchia formazione, escluso appunto Chinese Man che ho registrato da solo. Marco e Fabri han dato linfa nuova al live. Hanno arrangiato con me (Simone) e Mauro il nuovo live, i nuovi brani. Solo ora dopo sei mesi siamo partiti con il tour di Pillowlize, ma abbiamo già alcune idee per il nuovo album. L’equilibrio non è mai una cosa immediata ma siamo riusciti a trovarlo, con il tempo, lavorando sui suoni, sui brani. Ci siamo rinchiusi in studio per mesi. Marco e Fabrizio sono pieni di idee e voglia e non stanno ami fermi. Stiamo già lavorando sulle prime idee per il futuro album.

Piccola curiosità tecnica: per The Miracle Foundation avete portato in tour una piccola sezione di fiati. La riproporrete? Ci sono novità nel vostro live set?

L’abbiamo riproposta alla presentazione dell’Ep a Brescia. Quando possibile i fiati sono con noi, parte integrante del live. Anzi a differenza del tour di The Miracle Foundation ci sono maggiori inserti di fiati. Purtroppo però per tutti non sempre è possibile muoversi in numeri elevati, per la sezione fiati servono le condizioni adatte in modo che loro possano lavorare al meglio.

Nei nuovi brani si sente molto la ricerca di un nuovo sound, radicato nel vostro passato, ma che tende a qualcosa di più elaborato, con spunti interessanti. Quali sono gli artisti che vi stanno più influenzando negli ultimi tempi?

Non so esattamente cosa stiano ascoltando gli altri. Anzi, aspetta. In questo momento Mauro (Domenica ore 17.26) sta ascoltando Modest Mouse (lo vedo da Spotify). Io invece Tobias Jesso Jr. Non credo ci abbiano influenzato per l’Ep però. Posso dirvi però che il live dei Tame Impala a Verona mi ha fatto venir voglia di correre in studio quest’estate. Abbiamo provato a farci influenzare da noi stessi, sai? Jules not Jude è un progetto che cambia continuamente. Cambiano gli elementi, cambia il sound, l’attitudine, ma non so esattamente cosa sia in grado di influenzarci. E quando non si sa, credo che la risposta sia “tutto”. E’ banale come risposta? Spero di no.

Due album, tre Ep, tour in tutta Italia e all’estero, riconoscimenti di un certo livello (vedi la nomination al Berlin Music Video Awards per il videoclip di Perfect Pop Song). Tirando un po’ le somme di questi sette anni di attività come sta procedendo il vostro progetto? Che progetti avete per il futuro?

7 anni a Dicembre. Si. Siamo vecchi? No, dai. Sta procedendo a gonfie vele, c’è nuova linfa, nuove idee, nuovi elementi. Progetti futuri. Ci piacerebbe tornare all’estero e poi un nuovo disco. Assolutamente! Quando? Non ne ho la più pallida idea. In questa “risposta” mi son fatto domande e ho dato risposte manco fossi da Marzullo.

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