JOGGING METROPOLITANO

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A cura di Federica Varbella

Lo sport apparentemente più elementare del mondo, la corsa, vista dall’esterno si trasforma nella confutazione dell’evoluzionismo darwiniano. Naturalmente in questa sede non ci occuperemo dell’atletica, madre di tutti gli sport e vera cifra della nobiltà dell’uomo. Tratteremo invece di quella attività, dal nome più cool ma non di pari signorilità, che è il jogging in città. Per capire a cosa ci stiamo riferendo, ma soprattutto per farsi una risata burlandosi del genere umano, il consiglio è di spendere un pomeriggio a osservare chi corre a Parco Sempione. È qui che troverete i membri della nostra classe dirigente, intenti a prendersi cura del proprio corpo e a scaricare lo stress di una dura giornata lavorativa.

Il jogging, letteralmente “procedere a balzi” (NB: non i balzi da scuola o da lezione), è un passeggio in forma di corsetta particolarmente salutare per cuore e polmoni, in quanto esercizio aerobico che esclude però i traumi e le pesanti sollecitazioni articolari indotte dalla corsa vera e propria. Ok, diamoci un taglio; questo articolo sta diventando troppo serio. Passiamo immediatamente a deridere e schernire il tipo umano del podista amatoriale, quindi sfigato, che popola Milano.

L’ESALTATO

La categoria dell’esaltato è comune a ogni tipo di attività sportiva, che si tratti di disciplina olimpica o meno. L’esaltato nel jogging è però il migliore tra tutti i mitomani egocentrici dello sport, in quanto si crede un maratoneta senza aver mai corso per più di 5 km di fila, indossa tute aereodinamiche rigorosamente fluorescenti e usa orologi-cronometro satellitari in grado addirittura di prevedere le esondazioni del Lambro e del Seveso. Piccola precisazione: l’esaltato non corre, cammina. Eppure è convinto che quel suo passo lento misto a camminata veloce sia davvero corsa. L’unica spiegazione plausibile è che in tenera età abbia confuso il verbo “correre” con quello “camminare”; in effetti sono anche vicini sul dizionario.

LO SHERPA

Gli sherpa sono una piccola etnia che vive nelle montagne del Nepal, utilizzati nelle spedizioni himalayane come guide e portatori di alta quota. Lo sherpa di città è però meno ambizioso, perché quello che vuole scalare non è l’Everest ma una collinetta alta 20 metri. Ciò che ha in comune con i popoli himalayani non è una capacità polmonare fuori dal comune, ma l’armamentario. Il jogger-sherpa infatti si barda come se dovesse davvero affrontare una vetta di 8000 metri: zaino, sacco a pelo, cappello/i, provviste da astronauta, navigatore GPS, ciaspole e racchette da trekking.

IL/LA PET SITTER

Mestiere diventato ormai lo sbocco lavorativo di molti studenti universitari, il pet sitting fa del parco il suo palcoscenico preferito. Vedere un cane, o meglio una schiera di cani, trascinare e staccare gli arti superiori a chi regge il guinzaglio è il passatempo più divertente che offre Milano. Soprattutto perché, in linea con l’esotismo e l’anticonformismo dei suoi abitanti, il pet sitter milanese deve tenere a bada l’impeto atavico di animali ben più pericolosi dei cani: serpenti, caimani, nutrie giganti, felini mutanti, bambini agitati e fidanzate affette da shopping compulsivo.

FORREST GUMP

Il Forrest Gump è forse l’unico che davvero al parco ci va per correre. Ed è proprio per questa ragione che viene guardato male da tutti gli altri. L’unica cosa che lo tiene ancorato alla realtà e gli garantisce ancora una rispettabilità e una reputazione, è il suo aspetto: barba e baffoni, camicia a quadri e cappellino sudicio… come un vero hipster!

LE DESPERATE HOUSEWIVES

Quella delle casalinghe disperate è senza dubbio la categoria migliore. È eterogenea e composita, vivace ed eccentrica; le anime al suo interno sono tanto diverse e in conflitto tra loro da far invidia alla Balena bianca dei tempi migliori. Pur tuttavia regna una tranquillità apparente che permette ai suoi membri, rigorosamente di sesso femminile, di convivere e condividere momenti di sport in compagnia. Il sottile equilibrio che tiene assieme queste donne, disperate, represse, acide e frigide, può essere rotto però da un semplice disaccordo sull’eliminazione di Amici della sera prima.

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