Jack Savoretti @ Mondadori Piazza Duomo, Milano

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Mercoledì 2 novembre, alla Mondadori di Piazza Duomo a Milano, Jack Savoretti ha presentato il suo quinto album in studio “Sleep No More”.
Noto cantante britannico, è però di origini anglo-italiane e all’incontro parla un buon italiano con un simpatico accento british. Famoso per la sua abilità nella musica acustica, è stato paragonato per il suo genere Alternative rock\Rock Folk a Simon & Garfunkel.
Alcuni esperti hanno detto che suona la chitarra come se avesse “una magia primitiva su di essa”, definendolo addirittura il nuovo Bob Dylan.

Jack si presenta nella piccola sala con la sua chitarra e un look molto casual. Dice di essere molto felice di questo evento e sorpreso per la tanta affluenza. Inizia l’esibizione presentando “When we were lovers”, primo singolo rilasciato del disco. È un brano molto importante, perché segna la tematica e la nascita dell’album “Sleep no more”. Tutto è iniziato con una telefonata al suo produttore, Samuel Dixon (Co autore di Sia e produttore di Adele).

Alla base di questo progetto vige il sottile equilibro tra la canzone e la responsabilità. Nel senso che in questi tempi ad un cantante conviene scrivere quello che “sente” o quello che lo aiuta a “vendere” di più?
Estendendo la riflessione, Jack dice come in particolare la nostra generazione sia legata a questo “gap” tra il fare ciò che le piace e ciò che le è più vantaggioso. Quello che bisogna fare, per lui, non è di scegliere una o l’altra cosa, ma entrambe. Solo unendole si riesce a raggiungere la felicità e la giusta armonia. 

Quando Jack incomincia a cantare, emerge subito il suo particolare timbro: caldo ed inteso, con quel tocco di rauco graffiato che spicca nel ritornello. Degna di nota anche la sua grande abilità nel suonare la chitarra. Segue la melanconica “Deep Waters”. Tratta di quanto possano essere profonde ed avvelenate le radici di una qualsiasi industria (musicale in particolare ma non solo) e di come una persona per passione continui ad andare avanti, superando i vari ostacoli.
Conclude con la romantica ballad “I’m Yours”, con un ritornello molto coinvolgente. Tra calorosi applausi il breve live finisce, ed inizia la parte delle foto e firma copie.

L’impressione data è veramente ottima, un artista di rilievo con una voce che non passa inosservata. Testi non banali, e notevoli abilità musicali. In più dal vivo rende ancora meglio che registrato in studio. Non resta che aspettare il suo live al Fabrique di Milano, il 24 febbraio.

A cura di Giulia Lansarotti

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