Interviste from the cameretta presenta Galeffi; dopo il suo fortunato esordio con Scudetto, il cantautore romano torna con Settebello, il suo ultimo album uscito lo scorso 20 marzo. Dopo averlo incontrato negli studi di Universal a Milano, questa volta siamo entrati nella sua stanza per farci raccontare le prime settimane di vita di Settebello e per vivere i suoi cinque momenti da quarantena attraverso cinque canzoni.

Ciao Marco, come stai? Il tuo disco è uscito circa due settimane fa, come te la stai vivendo? Considerando anche il momento decisamente particolare in cui ci troviamo…
Sto a casa come tutti, il disco intanto è entrato nelle case e spero faccia un po’ di compagnia.

Quando ci siamo incontrati due mesi fa a Milano, ci avevi raccontato che dopo l’uscita di America e Cercasi amore, alcuni tuoi ascoltatori erano rimasti un po’ spiazzati da un tuo cambiamento rispetto alle tue cose precedenti. Dopo aver pubblicato il disco, che feedback hai ricevuto dai tuoi fan?
La sensazione è che abbiano capito la storia che volevo raccontare con l’uscita dei primi due brani, hanno accettato la sfida e sembra che adorino le sonorità del disco e tutto il resto.

Avevi anche detto che Settebello sarebbe stato una sorta di sunto fra il Galeffi del passato e quello del futuro. Ti chiederemmo quindi cosa c’è del Galeffi del passato e cosa c’è del Galeffi del futuro. E invece cosa c’è del Galeffi del presente?
Galeffi del passato c’è anche in questo album perché quel romanticismo appannato è presente nelle nuove canzoni, invece Galeffi del futuro si intravede nella ricerca e nella complessità armonica, infine Galeffi del presente che pensa solo a scrivere canzoni.

Il disco si chiama Settebello, che nei tarocchi rappresenta da una parte il successo e la fortuna, dall’altra però l’insoddisfazione connaturata all’essere umano. A noi è sembrato suggerisse l’idea che il successo non sia necessariamente sinonimo di soddisfazione. È così?
Il successo lo stabilisci tu, non c’è un parametro oggettivo. Chiaramente il titolo dell’album deriva dalla canzone che apre la tracklist. Mi piace il fatto che sia una parola molto italiana, Settebello: è autoritario!

Qual è il primo posto in cui andrai e la prima cosa che farai quando saremo di nuovo liberi?
Sogno di andare al mare e mangiarmi qualcosa di buono lungo la spiaggia e spegnere il cellulare.

La quarantena di Galeffi raccontata in cinque canzoni per cinque momenti

Ore 10
Belle & Sebastián, Another sunny day

Ore 13
First Aid Kid, My Silver Lining

Ore 18
Andrea Laszlo De Simone, Immensità

Ore 20
John Coltrane, In a sentimental mood

Ore 23
Gino Paoli, Senza fine

A cura di Sara Palumbo e Greta Valicenti 

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