Boombox meets…Vittoria and the Hyde Park

356

In occasione del loro concerto allo Zog di Milano organizzato da Astarte Booking, stasera – giovedì 24 marzo – abbiamo scambiato quattro chiacchiere con i Vittoria and The Hyde Park.

Una domanda semplice per iniziare: come è nato il gruppo?

Il gruppo è nato in seguito ad una jam session dedicata ai Led Zeppelin in un locale di Milano. Io (Vittoria) in quel periodo ero ancora una cantante solista, ma in cerca di una vera band, il che è una cosa davvero difficile; non tanto per i musicisti (perché di musicisti bravi che ne sono davvero molti in circolazione), ma il problema è trovare le persone giuste con le quali hai delle affinità, ti trovi bene, perché poi la band diventa una vera e propria famiglia.
In quella sera mi sono trovata su quel palco insieme a Gabriele Tirelli e a Silvia Ottanà, assolutamente per puro caso, e subito mi sono innamorata musicalmente di loro.

Domani, 25 Marzo uscirà il vostro primo singolo, Tomorrow. Di cosa parla? Che cosa ci anticipa dell’Ep?

Tomorrow è un brano positivo, è un brano che deve aiutare le perone che si trovano in difficoltà a non perdere mai la speranza. È un inno ad essere positivi e a non cedere alle delusioni della vita, ma sprona a lottare per un domani migliore. In realtà è una canzone “power”, che deve dare forza e coraggio.
Tomorrow anticipa un EP che sarà molto umano, che tratterà situazioni e sensazioni che tutti possiamo vivere, avrà sensazioni vere e vissute, con melodie autentiche che sentiamo molto vicine a noi, senza allontanarci troppo dalla nostra realtà.

Il vostro Ep è stato prodotto dal produttore Calemme, di Los Angeles, che ha lavorato anche con Stevie Wonder e Juliete Venegas. Come siete arrivati a lui e come mai siete dovuti arrivare fino in America per trovare un produttore?

Il fatto di andare fino a Los Angeles è partito dalle mie esperienze “negative” vissute nei reality show qui in Italia, perché il primo che ho fatto è stato X-Factor dove Simona Ventura mi disse che in questo Paese non avrei mai trovato una mia dimensione. Stessa cosa successe a Forte Forte Forte, dove Asia Argento mi disse le stesse parole. Una volta passata la rabbia del momento, mi sono decisa a fare un salto in America per capire se il mio (e nostro) linguaggio fosse maggiormente compreso oltreoceano.
Da lì, la ricerca è nata spontanea: abbandonato il mondo davvero troppo finto dei reality, siamo ripartiti in maniera tradizionale, abbiamo fatto una demo e abbiamo bussato a diverse porte a Los Angeles e generalmente abbiamo avuto un ottimo riscontro. Ma il più bel riscontro è stato nello studio di Alessandro Calemme, con il quale è nata subito un’alchimia. La collaborazione è nata quasi spontanea, un amore a prima vista musicale come per i membri della band. Un’altra cosa bella è che c’è anche lì l’italianità all’interno perché Alessandro viene da una famiglia napoletana, con un’anima selvaggiamente lavoratrice e professionale americana.

Chi scrive i testi e le canzoni? Quali sono le ispirazioni che dettano la scelta di particolari immagini piuttosto di altre?

Ogni canzone è per noi un piccolo laboratorio. Lavoriamo con il nostro produttore e i testi nascono insieme anche con un autore (anche lui italiano) che vive a Los Angeles che è Renato Sebastiani. Ci si confronta molto ed è sempre un lavoro di gruppo, una specie di tavola rotonda (spesso con orari assurdi perché non è sempre facile comunicare e lavorare con persone che stanno dall’altra parte del mondo!).
Le ispirazioni sono dettate dai sentimenti spontanei, da quello che succede, dalle vibrazioni che sentiamo in quel periodo. Possono trattare relazioni, emozioni, pensieri o principi.

Come si realizza il processo creativo di un brano all’interno del vostro gruppo?

Il processo creativo può nascere da un riff di chitarra di Gabri o di Sil, o da una melodia che spesso mi capita di sognare di notte e poi mi sveglio e registro, o da un fill di batteria di Lore, o da un’idea stesa da Renato.
Le canzoni nascono sempre da piccole cose che poi si sviluppano tutti insieme, così che ognuno di noi abbia pari “peso” e tutti possano sentire “propria” qualsiasi nostra canzone.

Progetti per il futuro?

L’espansione globale e mondiale di Tomorrow!!! (ahahahah) A parte gli scherzi, la nostra etichetta sta lavorando molto bene anche sull’estero su questo singolo e video, quindi siamo molto contenti e ci aspettiamo grandi cose.
Ovviamente anche la finalizzazione della trilogia dei singoli con i relativi video che formeranno un cortometraggio. Poi ci sarà l’EP a settembre, e l’album all’inizio del 2017.
Nel frattempo, noi continueremo a suonare live ovunque e comunque! Sicuramente torneremo a Los Angeles quanto prima per continuare le registrazioni dell’EP e dell’album.

A cura di Stefania Fausto

Commenti su Facebook
SHARE