Boombox meets…The Heart and The Void

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The Heart & The Void è una one man band, un progetto solista dietro cui si cela il nome di Enrico Spanu. E nasce in Sardegna, a Cagliari nel 2013. A dicembre dello scorso anno viene alla luce A Softer Skin, che segue Like a Dencer, EP di debutto presentato l’anno precedente.
Le sonorità di The Heart & The Void sono ispirate al più classico folk americano, misto a ritmi e arrangiamenti pop-indie.

A Softer Skin è un racconto. Parla di amore, vita, relazioni e sentimenti. I suoni sono semplici e genuini con un utilizzo romantico dell’acustico e un suono che non mostra nessuna pretesa di innovare, ma solo di esprimere e raccontare le idee e i pensieri di un giovane musicista nel modo più immediato possibile. (Qui potete ascoltarlo).
Hanno collaborato alla produzione dell’EP anche Giulia Biaggio, voce in alcuni brani, Federico Bortoletto al basso e Silvio Centamore alla batteria.

In occasione del suo concerto allo Zog di Milano organizzato da Astarte Booking, stasera – giovedì 14 aprile – abbiamo scambiato quattro chiacchiere con Enrico Spanu per farci raccontare al meglio gli stati del “cuore e del vuoto” che ci sussurra la sua musica..

In un momento musicale come quello attuale, un progetto come il tuo così permeato di cultura e musica folk può risultare in qualche modo rischioso, perché più distante dagli “standard” richiesti dal mercato. Come mai hai scelto proprio questo genere e cosa hai trovato nella musica pop-folk che altri generi non hanno saputo darti?

Potrei quasi dire che più che essere io a scegliere questo genere, sia stato questo genere a scegliere me. Nel senso che quello che suono è esclusivamente quello che mi viene spontaneo suonare. Quando cerco di scrivere canzoni non guardo tanto al mercato quanto alle cose che mi piacciono e mi fanno stare bene. Sin da bambino ho amato la musica acustica, la chitarra e il fingerpicking e per quanto abbia suonato e ascoltato tanti altri generi è quella la dimensione in cui mi sento più a mio agio.

Siamo curiosi: a che cosa fa riferimento il nome che hai scelto per il tuo progetto?

Il cuore ed il vuoto rappresentano due entità contrapposte che racchiudono tanti sentimenti e modi di vivere. Sono due forze che sento lottare dentro me stesso continuamente e sintetizzano un po’ le tematiche di cui spesso mi ritrovo a scrivere.

A Softer Skin è un lavoro più maturo rispetto a Like a Dencer, tuo EP di esordio nonostante i due EP siano nati ad un solo anno di distanza l’uno dall’altro. Senti di essere cresciuto in questo anno? E, se si, a cosa lo devi in particolare: persone, relazioni, esperienze?

Sicuramente tante cose sono cambiate. Il primo ep l’ho registrato in autonomia senza avere un’idea precisa di cosa avrei potuto farci. Volevo solo provare a fermare nel tempo alcune canzoni. L’anno dopo, A Softer Skin è stato un lavoro più ragionato anche se molto minimale. Sicuramente all’interno del mio piccolo progetto musicale si sono affacciate altre persone con cui collaboro e mi confronto e questo non può che contribuire ad una crescita del progetto sotto tanti punti di vista. Oltre al fatto che sto anche invecchiando!

La tua è una musica estremamente immediata, spontanea e genuina. Quanto è importante per te questa componente di immediatezza e di istintività?

Mah, devo dire che non ho una risposta precisa a questa domanda. Il mio modo di scrivere e fare musica è sostanzialmente “pigro”. Forse la mia musica risulta immediata perché non sto mai molto a ragionarci sopra. Non ho grandi pretese di originalità o altro e perché una canzone funzioni deve convincermi subito e quasi scriversi da sè. Forse da ciò ne risultano una certa immediatezza e sincerità che mi fa piacere vengano riconosciuti.

Sei attualmente impegnato in un tour che ti sta facendo toccare molte città d’Italia, anche lontane dalla tua Sardegna. Hai trovato un’accoglienza favorevole nel pubblico e c’è qualche città che ti ha mostrato un affetto particolare? Se sì, quale?

Ormai sono alcuni anni che periodicamente parto per girare l’Italia in tour e ad ogni giro mi capita di conoscere persone speciali, realtà nuove e vive di ragazzi che si impegnano con passione. Dovrei fare un elenco di tantissimi posti dove mi sono trovato davvero bene e a casa e sarebbe troppo lungo, rischierei anche di dimenticarmi qualcosa!

Hai progetti per il futuro e qualche anticipazione che puoi farci?

Beh, nei prossimi mesi vorrei impegnare tutto me stesso nella produzione di un album, che secondo i miei piani sarà un po’ più complesso e stratificato rispetto ai precedenti ep. Spero di riuscire a farlo uscire al più presto!

A cura di Claudia Fiorillo

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