In occasione dell’uscita di “Gioventù Brucata” abbiamo fatto qualche domanda ai Pinguini Tattici Nucleari.
Come avrà risposto il surreale e ironico complesso di Bergamo?

Gioventù Brucata è un progetto nato grazie al crowdfunding, al quale i vostri fan hanno partecipato con un bellissimo slancio d’affetto. Quali sono state le vostre emozioni a lavorare al nuovo album sentendo il pubblico così vicino?

Sicuramente il supporto di così tanta gente ci ha fatto sentire apprezzati, e ha dato nuova linfa al progetto. Ci siamo sentiti parte di una famiglia che proteggeremo fino alla morte. Come Pablo Escobar.

I vostri testi mi ricordano spesso le conversazioni in birreria tra amici, dove si mischiano problemi personali e massimi sistemi, citazionismo e umorismo. Dove nasce la poetica dei Pinguini Tattici Nucleari?

Dici bene quando dici «conversazioni in birreria»: il nostro nome deriva appunto da una birra scozzese ad altissima gradazione (grazie BrewDog). A noi piace pensare che le nostre canzoni siano dialoghi tra amici, tutti di diverso carattere e tutti che cercano di prevalere l’uno sull’altro. Potremmo chiamarla una poetica schizofrenica.

Come è nata l’idea di collaborare con Labadessa? Come vi siete trovati a lavorare con lui?

L’idea è nata perché banalmente apprezzavamo molto i suoi lavori, e abbiamo notato che anche a molti nostri fan piacevano. Gli abbiamo scritto e ci ha risposto immediatamente, entusiasta, quindi abbiamo iniziato la nostra collaborazione a dicembre del 2016. Gli abbiamo dato delle direttive e, sempre tenendo conto della sua visione artistica, alla fine ci possiamo ritenere soddisfatti del risultato. Non è stato tutto rose e fiori, ma d’altronde funziona sempre così quando si parla di arte.

Dopo l’album c’è il tour. Lagne a parte sul numero di date (solo 5, fatene di più per favore!), qual è l’impatto che si prova a ridere dietro tutto l’amore e la passione che mettete nella vostra musica?

In realtà abbiamo un sacco di date, e a brevissimo pubblicheremo tutte quelle fino ad ora confermate. La risposta del pubblico per il momento sta essendo calorosa e molto sentita, e vedere un tale apprezzamento per il proprio lavoro non può che fare estremamente piacere.

Ho già fatto riferimento alle vostre citazioni. Quali sono le influenze (cinema, letteratura, cronaca…) che più trovano vita nelle vostre canzoni?

Elio e le Storie Tese, Queen, Opeth, Begotten, Majakovskij, Le Cronache di Narnia, Scarafaggi-ska-ska, gli Area, Willy il Principe di Bel-Air, Fenicotteri Rosa, A Serbian Film, e per finire le frittelle e i dolcetti.

a cura di Andrea Predieri

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