Boombox meets…Peligro 2.0

330

Peligro, all’anagrafe Andrea Mietta, è un rapper milanese classe ’92. Già precedentemente incontrato, vanta diverse collaborazioni con personaggi della scena rap di Milano, si trova ora alla pubblicazione del suo quarto album ufficiale. La scorsa settimana, infatti, è uscito in digital download e su tutte le piattaforme streaming “Assoluto“, l’ultimo progetto musicale di Peligro. L’EP, composto da cinque pezzi, eterogenei nel sound e nei testi, ma che allo stesso tempo riescono insieme a delineare un’atmosfera particolare così da rendere l’album tutt’altro che anonimo. Un lavoro, quindi interessante, mai scontato e ben prodotto che sicuramente farà notare il giovane artista, motivo per cui abbiamo deciso di scambiarci due chiacchiere.

Parliamo anzitutto delle tue origini, quand’è che hai iniziato a fare musica? Quando hai capito/deciso di provare a fare di questa passione un vero lavoro?

Dal video del nuovo singolo “Frammenti”, sembri dare un’immagine di te completamente diversa da quella che ci si aspetterebbe da un attore della scena rap italiana di oggi, è una cosa voluta? Come lo spiegheresti?

Non ci avevo fatto caso, naturalmente non è voluto. “Frammenti” racconta uno stato d’animo. Come per la canzone, volevo che anche il video rispecchiasse al meglio possibile tutto il carico emotivo che mi portavo dentro al momento della scrittura. Non mi sono posto il problema di rientrare nell’immagine del rapper, né di distaccarmici: volevo raccontare una storia e l’ho fatto. Sono dell’idea che la catalogazione della musica in generi sia un po’ limitante e diventi più limitante di giorno in giorno, dato che le contaminazioni e le sperimentazioni diventano sempre più estreme. Nel mio piccolo, ho cercato di non fissarmi dei limiti, nel tentativo di trasmettere più limpidamente possibile il mio messaggio.

Ci parleresti della copertina del tuo ultimo album? Sembrano esserci dei quadri, di che si tratta? Hanno un valore simbolico?

La copertina è piena di simboli e rimandi… nei quadri c’è un cuore anatomico (il mio) perché “Frammenti”, il singolo dell’EP, ripete ad ogni inizio di strofa l’espressione “frammenti di cuore”. Il cuore esposto in un quadro mi sembrava un bel modo di rappresentare come io mi sia messo a nudo in questo lavoro, portando nelle parole la parte più intima di me. Inoltre, i quadri sono disposti geometricamente in modo da formare una sezione aurea, la più armonica delle successioni, la cui bellezza è stata studiata e ritratta da un gran numero di filosofi ed artisti. La sezione aurea rappresenta il rapporto tra universo e natura e mi sembrava un modo molto creativo di rappresentare l’”Assoluto”, che poi è anche il titolo dell’EP. Ti ringrazio per la domanda, perché ne approfitto per ringraziare il mio amico Dipa, che ha ideato le grafiche del disco, oltre ad essere un caro amico, trovo che sia davvero un talento raro.

Hai solo ventiquattro anni e già diversi progetti ed esperienze musicali alle spalle? Quanto è importante per un artista che vuole emergere “fare gavetta”? Sei uno di quelli che condannano il successo preconfezionato che possono portare a darti i talent?

Io non credo che i talent show siano un male né credo che stiano rovinando in qualche modo la musica italiana (e non solo). I talent sono spettacoli televisivi in cui la musica recita una parte (non necessariamente quella di protagonista), non bisogna confonderli con un “ufficio di collocamento” per musicisti e cantanti. Sicuramente sono una grande cassa di risonanza, soprattutto vista l’importanza della televisione in Italia. Secondo me tutti questi anni di talent show hanno dimostrato una cosa: non ha importanza chi vince il programma, che è fine a se stesso; chi è bravo, chi si impegna costantemente, chi arriva già con una base, sfrutterà la grande attenzione mediatica che un talent offre per dare una scossa in positivo alla sua carriera, mentre chi arriva su una vetrina del genere senza avere un “porto sicuro” in cui ripararsi (che può costruirsi solo con la famosa gavetta di cui mi hai chiesto), farà molta più fatica una volta esauritosi l’hype che il programma si porta dopo la sua conclusione e correrà maggiormente il rischio di sparire.

Progetti per il futuro? Hai concerti in programma?

Spero di portare su più palchi possibile “Assoluto” a partire da gennaio. Nel frattempo si continua a fare musica.

A cura di Federico Pilla

Commenti su Facebook
SHARE