Boombox meets…Orfeo

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Abbiamo scambiato quattro chiacchiere con Orfeo in vista del suo nuovo album, Arcadia.

Il tuo nome d’arte Orfeo, si riferisce al mito omonimo?

Esatto, era in una lista di nomi che avrei potuto scegliere, affascinato dai miti e dalla lirica che contiene questo nome e personaggio ho deciso di vestirmi così.

Il nome dell’album ARCADIA, è un chiaro riferimento al paesaggio bucolico e greco della letteratura classica. Come mai questa scelta?

Sono stato ispirato da un luogo molto simile all’idea dell’Arcadia del mito ma in effetti molto simile anche alla regione Arcadica Greca. Ho registrato insieme ai miei musicisti le pre-produzioni in una rimessa dei trattori in mezzo alle stupende colline del basso Lazio . Il luogo e l’elevazione interiore raggiunta hanno fatto si che scegliessi questo nome fantastico.

Qual è il tuo rapporto con la natura?

Mi affascina, è un luogo in ogni luogo, molto materno, giusto nella sua durezza. Adoro i profumi che cambiano, mi piace guardare gli insetti perché mi chiedo sempre quanto sia grande la loro dedizione nel vivere, sono anche molto intimorito, soprattutto dal mare, mi piace molto ma ho sempre paura di litigarci prima o poi.

Quando sei in procinto di scrivere una canzone, inizi prima dal testo o dalla musica?

Io di solito faccio tutto insieme. Questo è il mio approccio ora e lo è stato fino ad ora , non è detto che cambi , anzi ultimamente mi sto sforzando per cercare un punto di vista differente. Però ad oggi quando parte un accordo parte un pensiero che evidentemente ho dentro di me.

Di solito l’ispirazione come ti viene? È il risultato di un lungo pensare oppure ti viene all’improvviso?

Si lega alla domanda prima. Sicuramente c’è l’ispirazione, quando mi sforzo di scrivere non esce mai niente. L’ispirazione però è frutto di un lungo pensare, inconscio senza dubbio.

Se dovessi presentare questo nuovo album con un solo aggettivo, quale sarebbe?

Profondo.

Parli spesso di ricordi. Collegato al titolo dell’album, alludi al tornare ad uno stato primordiale dell’umanità?

Parlo di ricordi perché il passato è una parte di quello che siamo, ci aiutano credo a essere migliori. Alludo ad una ricerca su se stessi, meglio ancora se questa ricerca possa avvenire in un luogo che moltiplica i desideri.

La canzone Voglio stare in città, sembra stonare con il tema del tuo album, (Arcadia come terra idealizzata dove uomini e natura vivono in perfetta armonia, in contrasto con la frenesia e l’architettura geometrica della città). È veramente così?

È vero potrebbe sembrare una stonatura leggendo il concetto di Arcadia a livello superficiale (intendo il primo livello, quello in superficie) ma ha molto legame con il profondo del disco , con la ricerca del buono , con qualcosa che mi fa e che fa stare bene. È vero anche che forse è il brano meno interpretabile, è proprio una storia legata a una persona.

In Io che non sono un sole, vai a cercare un mondo “normale” che però non abbia limiti. Cos’è per te la normalità? Quali “limiti”, secondo te, potrebbero ostacolarla?

Non so se io applico la normalità quindi rispondo empiricamente. Credo che sia quel momento in cui non ti devi più fare domande , dove le cose girano nel modo che hai sempre sperato , dove ci si incontra, dove ci si desidera, dove ci si ritrova in mezzo a tutto questo strano mondo. I limiti siamo noi. Io invidio molto le persone che non hanno ostacoli , soprattutto interiori.

Perché divento un eroe come voi ha un testo interessante. Con questa traccia vuoi esprimere un senso di appartenenza al mondo e agli altri in generale, oppure al contrario vuoi distinguerti?

Come detto prima io tendo a scrivere quello che desidero. Ed è esatto quello che è scritto nella domanda, voglio esprimere il mio desiderio di appartenenza agli altri. Non lo bramo, a volte non mi interessa appartenergli ma trovo che sarebbe buono allenarsi a farlo perché alla fine di tutto ti resta solo quello.

Nel ritornello de La mia forma migliore dici di doverla liberare. Perché? Cosa, se c’è, la trattiene?

La trattiene la forma che io ho quando non sono su un palco a cantare.
Solo in quel modo riesco a esprimermi veramente in tutti i miei orizzonti. Nella mia vita esiste non esiste un Nord ne nient’altro che mi faccia comprendere per quello che sono , quando sono la sopra esiste tutto in un momento.

Il 31 marzo è in programma la presentazione del tuo album all’ARCI Bellezza di Milano. Hai già calcato questo palco? Cosa ti aspetti dalla presentazione?

La presentazione c’è stata. Era la prima volta che suonavo al bellezza e devo dire di essermi trovato benissimo. Si è rivelata una serata molto bella, credo che senza dubbio ho fatto intendere bene che cosa voglio, ma vogliamo tutti quanti tra musicisti e entourage, dimostrare.

A cura di Elisa Zampini

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