Boombox meets…Ongaku Motel

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In occasione del loro concerto alla Folk enotecheria di Milano organizzato da Astarte Booking, abbiamo incontrato i nostri cari Ongaku Motel per farli conoscere a voi prima del live.

Nel nome del gruppo domina un chiaro riferimento all’estremo oriente: “Ongaku” in giapponese è musica, gioia dei suoni. C’è un motivo particolare dietro questa scelta? La cultura giapponese influenza in qualche modo la vostra filosofia di vita?

La scelta del nostro nome è stato un capitolo sofferto, abbiamo diversi gusti e diversi background culturali che cerchiamo di far coesistere, il nostro suono e il nostro modo di esprimerci per sua natura muta nel tempo, quindi trovare un nome che fissi tutto ciò, oltre che un’impresa ardua, è anche un po’ una forzatura… ma visto che una band senza nome non si è mai vista abbiamo puntato su ciò che rappresenta la musica per noi… almeno fino ad ora. Della parola “Ongaku” siamo quindi affezionati alla traduzione letterale, non cerchiamo un punto di collegamento con la cultura giapponese, di cui non sappiamo molto, semplicemente ci è sembrato che sul concetto di musica ci avessero proprio azzeccato.
Ad ogni modo “Ongaku” non è separabile da “Motel”, l’idea è quella di definire un non-luogo dove si possa entrare per un periodo di tempo limitato e godere di un’esperienza musicale, gioiosa e temporanea.

Raccontateci un aneddoto legato ad uno dei brani del nuovo EP Volcano.

Un brano che ci siamo divertiti molto a registrare è Amare gli Amari, volevamo aggiungerci delle percussioni ma non riuscivamo a trovare un suono che ci convincesse, così dopo giorni che mangiavamo solo pastasciutta a pranzo, abbiamo deciso di elevare la pentola dello studio a strumento musicale. Ci dispiace molto che uno strumento di tale qualità sia tuttora utilizzato per fare la pasta, meriterebbe un pubblico più ampio.

Siete nati in posti diversi e avete fondato un gruppo. Come nasce la vostra amicizia e l’idea di suonare insieme?

Io (Fabio) e Davide suonavamo già assieme in Adele e il Mare, un progetto musicale che abbiamo condiviso con Simone Sproccati, che è peraltro il sound engineer che ha realizzato Volcano, è stato proprio Simone che ci ha presentati.
Pierre l’abbiamo trovato un po’ a caso cercando un bassista su villaggiomusicale.com, se ci ripenso mi sembra tuttora di aver vinto alla lotteria, alla fine quel sito non è che sia un granchè, non l’abbiamo mai più usato.
Luca è la new entry di quest’anno, l’ha conosciuto Pierre al Miami l’anno scorso, suonava la tromba in accompagnamento a Joan Thiele.
L’idea degli Ongaku Motel parte quindi da me e Davide che in un momento di stallo nella nostra produzione musicale abbiamo deciso di far partire qualcosa di nuovo, approcciandoci ad un sound più acustico rispetto a quanto fossimo abituati in passato.

La musica è il vostro “piano A” per il futuro? Oggi Milano, domani?
Il mondo!

Non vi resta che andare questa sera ad ascoltarli. Ne vale veramente la pena, per tutto il loro Ep e soprattutto per il loro inedito, Va tutto liscio. Assolutamente da non perdere.

A cura di Giuseppina D’Alessandro

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