Boombox meets…Niagara

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In vista dell’opening parti di Mirror Milano, sabato 21 gennaio al Club Contatto, abbiamo intervista i Niagara, headliner della serata. I Niagara sono Davide Tomat e Gabriele Ottino. Ecco cosa ci hanno raccontato.

Iniziamo dunque parlando delle vostre origini…Chi siete? Di dove siete? E, soprattutto, quando è come è nato il progetto Niagara?

Gabriele: Siamo Gabriele Ottino e Davide Tomat coadiuvati nei live da Paolo Scappazzoni un eccelso batterista di estrazione Hardcore. Sia tutti e 3 di Torino ed il progetto nasce appunto a Torino una decina di anni fa (anche se discograficamente parlando ha visto la luce solo nel 2012) come sideproject sperimentale che trovava nascondiglio e dimora all’ interno del nostro studio/alcova Superbudda.

Cercare di emergere e, successivamente, provare a “campare” facendo musica in Italia non cosa facile, diviene un’impresa ancor più ardua se si è produttori di musica elettronica. Siete d’accordo se dico che è un genere il vostro che non trova ancora la giusta diffusione e dimensione nel nostro paese a differenza del resto d’Europa? Da cosa potrebbe dipendere? Si sta “muovendo” qualcosa in favore negli ultimi anni?

Davide: Purtroppo non possiamo che essere d’accordo. Fare musica “personale” in italia è molto difficile. Non credo che il discorso sia unicamente rivolto alla musica elettronica, ma verso ogni tipo di forma di espressione libera e personale. In italia funziona riproporre oggi ciò che ha già funzionato all’estero circa 20 anni prima, quindi di base è automatico decidere di produrre musica personale mettendo in conto di far fatica ad avere un riscontro positivo. Ogni tanto mi sembra che qualcosa di positvo si stia muovendo anche se spesso poi rimane la percezione di ondine positive infrante sulle rocce che proteggono le spiaggette affollate di gente abbronzata e creme solari. A forza di sbattere contro le rocce però magari un giorno queste onde riusciranno a spazzarle via!

Vi identificate con il nome Niagara e il vostro ultimo (ottimo) lavoro Hyperocean risulta essere pieno di riferimenti alla pioggia, al mare, all’oceano, sia nei titoli delle tracce che nei suoni. Come mai tutto questo interesse per l’acqua?

Gabriele: Il nome stesso parla chiaro. E’ l’ elemento da cui proveniamo noi Niagara. Quindi abbiamo in un certo senso omaggiato le origini del progetto e focalizzato maggiormente la nostra attenzione su quello che è il centro estetico e contenutivo del progetto. Oltretutto è l’ elemento dal quale proviene ed ha origine la vita. Questi pensieri e molti altri ci hanno spalancato le porte ed invitato a nuotare dentro gli oceani di un pianeta completamente ricoperto d’ acqua, Hyperocean.

Guardando la vostra pagina Facebook non possono non essere notati una serie di brevi particolarissimi video con cui pubblicizzate le serate in programma, di cosa si tratta?

Davide: Con Hyperocean abbiamo inziato ad indagare un mondo tutto nostro fatto di immaginazione, realtà virtuale, animazione 3d, cardboards e oculus. Fondamentalmente non ci siamo ancora stufati perchè stiamo riuscendo a dare vita ad una parte importante delle nostre fantasie visive e ci stiamo prendendo gusto “sicchè” negli ultimi tempi stiamo lavorando quasi esclusivamente in quella direzione. Abbiamo in cantiere un po’ di progetti visivi che ci stanno stimolando e i video che postiamo su facebook sono esperimenti, prove o anteprime di materiale che uscirà molto presto.

Serate live a parte, qual è secondo voi il modo migliore per ascoltare e apprezzare al meglio Hyperocean? In quale parte del mondo? In quale stagione dell’anno?

Sott’ acqua, di notte, al centro del triangolo delle bermuda in primavera.

Progetti per il futuro?

Davide: Abbiamo in progetto l’uscita di nuovo materiale relativo ad Hyperocean realizzato sia con Stefano Maccarelli che con C. Pala, due visual-artist con cui collaboriamo dall’inzio del progetto insieme al creatore di Hyperocean Cy-Tone. Ci stiamo muovendo nella direzione dell’ esperienza audio visiva live inziata con Hyperland e cercheremo di portarla in più luoghi possibili.

Previsioni sulla serata di Mirror?

Davide: So che abbiamo un Hotel e che quindi non dobbiamo guidare fino a Torino. Il resto vien da sé!

A cura di Federico Pilla

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