Boombox musicalive…Habanero

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Per la rubrica di Boombox Musicalive abbiamo incontrato Emanuele, uno dei fondatori di Habanero Edizioni.

habanero-logoQuando è nato il progetto Habanero? Qual è il suo obiettivo e cosa ha deciso di farvi intraprendere questo percorso?

Quasi dall’inizio, o almeno da quando abbiamo aggiunto la parte live a quella editoriale, abbiamo cominciato a definire il nostro progetto “Habanero è una casa editrice che fa concerti, un’organizzazione di concerti che fa libri”. Ci piaceva e ci piace tutt’ora questa forma di bipolarismo, il fatto che una definizione potesse essere la meno definita possibile. Che le definizioni e le etichette sono sempre un po’ noiose, dai. Come quando stai benissimo con una, poi decidi che siete “fidanzati” e scoppiano i merdoni. Vabbé, comunque siamo partiti nel 2010 con i libri e nel 2011 con i primi concertini, all’epoca la parola che ho usato prima, “progetto”, poteva far ridere, noi compresi: nel senso che c’era in quel momento una buona dose preponderante di improvvisazione, infondo veniamo da una città di pirati. Io personalmente ero ancora giovane, non avevo i capelli bianchi (oh, non ho neanche 30 anni, ci tengo a sottolinearlo, ma i capelli bianchi ci sono) ma, se anche era usata in modo un po’ canzonatorio da noi per primi, la parola “progetto” si è sempre legata a quella Habanero. La nostra volontà è quella di crescere, prenderci spazi e tempo, con gentilezza e decisione, ma perché spazio e tempo sono le due uniche unità di misura che hanno senso.

Su quali artisti e generi puntate? Come unite la parte editoriale a quella musicale?

La voglia di metterci alla prova con la musica live è stata un’esigenza da unire alla parte editoriale: eravamo felici di pubblicare storie su carta, volevamo portare storie da far arrivare alla gente anche con un altro medium, sorvolo su tutte quelle cose solite riferite a McLuhan che intanto le ho già dette troppe volte. E poi c’è stata, come sempre succede quando qualcuno fa qualcosa, gente che ha avuto – ha – la voglia di credere in noi. Quindi, per rispondere alla tua domanda, la definizione di genere non ci interessa, ma siamo affezionati (e proviamo a portare a suonare) artisti che hanno punti di vista alternativi, interessanti, nuovi o vecchi. Basta che siano cose originali.

Secondo voi, si può dire che in Italia vi sia una carenza culturale per ciò che concerne la musica live? Se c’è, qual è il problema a vostro avviso?

Non so se sono la persona più adatta a rispondere, in quello che facciamo io ci vedo una componente artigianale, non culturale. Culturale è la proposta, sia editoriale che musicale che proviamo a fare, ma senza prenderci troppo sul serio. Sarebbe figo darti una risposta da 92 minuti di applausi, ma non ne sono capace, quindi ti rispondo che in Italia sicuramente c’è un pubblico che merita rispetto, fa sacrifici e vive l’esperienza di fruitore di musica live in maniera giusta (soprattutto le nuove generazioni, quelle più adulte dipende da città a città, in alcune zone d’Italia sono un po’ diseducate per quanto riguarda la partecipazione ad un concerto) c’è dell’interesse che ha saputo fare leva sui nuovi mezzi di comunicazione. Ci sono strutture adatte e tecnici importanti. Ci sono addirittura enti, fondazioni, ecc… che sanno interpretare il proprio ruolo. Ma è ovvio, le cose non sono perfette. Ma sai che noia la perfezione?

Concerti proposti a cui vi sentite più legati? Artisti con cui vi ha fatto piacere lavorare?

Dico sempre che siamo molto onorati di avere il piacere e la responsabilità di organizzare il 25 aprile a Genova, quindi tutto quello che è relativo al nostro festivalino (ormai mi perculano perché uso sempre il diminutivo, ma perché mi devo dare questo stimolo nel poterlo far crescere) che si chiama Supernova e si tiene al Porto Antico di Genova.
Abbiamo fatto suonare ben oltre le cento band, con tutte credo ci sia un buon rapporto di professionalità e in alcuni casi di amicizia e simpatia. Ma io penso che la vera amicizia si crea con le crew, i tour manager, i booker, i facchini, con la gente che è li a sbattersi. Che merita sempre l’attenzione massima. Sono loro le vere star di un concerto.

Quali sono i propositi futuri di Habanero?

Metter su famiglia. Che può sembrare una cavolata, ma intendo aprire nuovi progetti che si possano unire ai libri e ai concerti. E quindi introdurre nuova gente in quello che facciamo.

Perché vi siete spostati anche a Milano, oltre che a Genova?

Perché ero innamorato di una ragazza.

A cura di Giulia Lansarotti

I prossimi eventi firmati Habanero a Milano, sono:
18.11 Soviet Soviet @ Serraglio
7.12 Stokka & Madbuddy + Roc Beats aka Dj shocca + Frank Siciliano + Special Guests @ Serraglio
11.12 Xiu Xiu plays the music of Twin Peaks @ Serraglio

 

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