Boombox meets…Kip Ritchie

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In vista del Pending Lips Festival, abbiamo scambiato quattro chiacchiere con Kip Ritchie.

Poco più di un mese fa hai partecipato al Pending Lips Festival, cosa pensi di questo genere di eventi per quanto riguarda un musicista emergente?

L’esperienza del Pending Lips è stata senza dubbio positiva per me; penso che qualsiasi evento che dia la possibilità agli artisti emergenti di esibirsi e farsi conoscere debba essere riconosciuto come il testimone tra il vecchio e il nuovo.
Ovviamente non sempre nuovo è sinonimo di migliore, ma finché ci saranno eventi come questo avremo quantomeno la possibilità di scoprirlo.

Il folk rock è un genere con una grandissima tradizione, quali sono le tue maggiori influenze?

Da quando ho cominciato a comporre ho riscoperto il folk; ovviamente non si può parlare di folk prescindendo da artisti noti come Bob Dylan e Simon & Garfunkel, ma senza dubbio la principale fonte di ispirazione (per quanto riguarda il folk) è stato Neil Young. Essendo cresciuto a pane e indie/alternative credo che le maggiori influenze derivino però da Kasabian, Alex Turner e soprattutto Damon Albarn.

Hai voglia di rivelarci qualche indiscrezione su quali siano i tuoi piani futuri?

È in arrivo un EP e verosimilmente dovrebbe uscire verso settembre. Sarà molto diverso e articolato rispetto ai vecchi pezzi, tra l’ambient e lo psichedelico.

Kip Ritchie è il tuo primo progetto musicale, o hai esperienze pregresse che ti hanno formato come artista e porti nel cuore?

Kip Ritchie è il mio unico progetto al momento ed è il primo; è nato spontaneamente, ma non di getto e questo ha richiesto molto tempo.
Nonostante ciò ho vissuto a stretto contatto sin da giovanissimo con l’ambiente musicale milanese e brianzolo, grazie a mio fratello Matteo (Ophelia’s Nunnery e Aftersalsa) a cui devo, indubbiamente, parte della mia formazione musicale.

Come si caratterizza il tuo lavoro? Fai tutto da solo, o hai amici e collaboratori a quali affidarti e con cui collaborare?

Arrangiando le canzoni per l’Ep ho sentito la necessità di suonare con altri; infatti Kip Ritchie non sarà più un progetto solista e ci saranno altri 3 ragazzi con me, stiamo lavorando duramente sia per la dimensione live che per lo studio.
Per registrare ci affideremo a Simone Manzotti (Aftersalsa) con cui avevo già registrato i primissimi pezzi del progetto .

A cura di Andrea Predieri

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