Boombox meets…Icio Caravita

366

Mercoledì 16 marzo, i nostri amici di Astarte Booking hanno portato sul palco della Folk enotecheria Icio Caravita e noi ne abbiamo approfittato per scambiarci quattro chiacchiere.

Come è arrivato Icio Caravita da Argenta (FE) a Milano?

A Milano avevo già buttato qualche base per portare avanti il mio progetto che la provincia, dalla quale arrivo, non mi permetteva di sviluppare.
Gli amici con i quali già suonavo in questa città hanno fatto il resto.

Tu, da “Menestrello del 2000” come ti definisci, preferisci l’esperienza musicale da busker o nei locali? Dal punto di vista della musica da strada credi sia percepita meglio in una città come Milano o a Ferrara, famosa anche per il festival dedicato a questa musica?

Io, da menestrello, cerco di portare le mie storie dovunque riesco. A mio avviso, poca è la differenza tra la strada e i locali, perché è solamente una questione di attenzione e di interesse da parte di chi ti sta davanti.
Le strade di Milano sono caotiche e di conseguenza è più difficile, mentre a Ferrara, dove sono nato e dove c’è uno storico festival ben organizzato, le persone vi arrivano appositamente per ascoltare della buona musica. Nella maggior parte dei locali, invece, rischi spesso di fare da sottofondo, purtroppo, a orecchie che non sempre si pongono attente.

A qualche mese dalla sua uscita come sta andando E’ così che va, il tuo ultimo lavoro?

Mi sembra bene. Umilmente non avevo grandi aspettative, ma siamo al punto di ristampare altre copie.

Come è nata la collaborazione con Massimo Germini? La porterai avanti?

Massimo, a mio avviso, è uno dei migliori chitarristi acustici del nostro paese, perfetto per il suono che volevo vestisse le canzoni di È così che va.
Il mio discografico me l’ha presentato e così è nata la nostra collaborazione. Ora siamo anche buoni amici e stiamo lavorando su nuovi pezzi.

Ti chiederei toccando un tasto dolente: a cosa stai pensando? Dove sarai domani? Cosa ha in serbo il futuro?

Sto pensando a quanto sia faticoso e allo stesso tempo straordinario continuare a portare avanti i propri sogni.
Dove sarò domani, non lo so e forse non lo voglio sapere.
Il futuro è un ipotesi…(cit.)

A cura di Giovanni Pedersini

Commenti su Facebook
SHARE