Boombox meets…ENERI

322

In occasione del suo concerto allo Zog di Milano organizzato da Astarte Booking, stasera – giovedì 17 marzo – abbiamo scambiato quattro chiacchiere con ENERI.

Ciao Eneri, mi ha molto incuriosito la scelta di dar voce a tre lingue diverse nel tuo nuovo album Dust…parlacene un po’!

Ciao, innanzitutto lieta di conoscerti, per quanto riguarda la scelta delle lingue, inizialmente scrivevo in inglese perché era più vicino al mondo che mi rappresenta. Il francese è arrivato subito dopo la mia esperienza di vita in Francia mentre l’Italiano è stato scelto in un secondo momento quando, con l’uscita del secondo disco, si è pensato potesse essere la lingua migliore per il mercato. Quindi, in qualche modo tutte queste lingue rappresentano il percorso che mi ha portato fin qua.

Una parte importante della tua vita è l’insegnamento, che significato ha per te questo?

L’insegnamento nasce per caso, diciamo che è stimolante avere un ruolo così importante come quello di dare il primo imprinting musicale alla mente di un bambino, il che richiede comunque una certa sensibilità e capacità se vuoi farlo come si deve, per questo adesso ho preso il master presso l’AIGAM di Roma, che mi specializza appunto nell’insegnamento della musica nella fascia 0-6.

Parlando appunto di insegnamento… sorge spontanea anche un’altra domanda: chi sono i tuoi grandi maestri, chi ti ha più ispirato verso il percorso musicale che stai intraprendendo?

Per quanto riguarda i grandi maestri non ho mai avuto influenze particolari nel mio percorso musicale, ma ho sempre vissuto immersa nella musica, dai primi studi iniziati a 5 anni, fino al conservatorio e all’Università dove ho studiato Beni Musicali, e poi in casa mia la musica è sempre stata presente sotto ogni forma di vinile. Ascolto tanto, dalla musica classica, più vicina ai miei studi pianistici, all’attuale panorama discografico, italiano e non, ma non mi soffermo su un particolare genere in quanto trovo spunti interessanti in molti stili diversi.

Fino ad ora qual è stata l’esperienza più soddisfacente? E quali altre soddisfazioni ti auguri per il futuro?

Per quanto riguarda la mia esperienza artistica ho aperto concerti di grandi artisti e ho calcato palchi importanti con il mio progetto, tutto quello che vorrei è continuare a vivere della mia musica e portarla il più lontano possibile, così che io possa viaggiare con lei.

A cura di Sara Palumbo

Commenti su Facebook
SHARE