Boombox meets…Calavera

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In vista della nostra collaborazione con gli amici di Astarte Booking e in occasione del suo concerto di giovedì allo Zog di Milano, abbiamo scambiato quattro chiacchiere con Valerio in arte Calavera, cantautore siciliano.

”Funerali alle Hawaii” è il tuo primo disco da solista, quali sono state le influenze che ti hanno portata a scegliere un nome così particolare?

funerali-alle-hawaii-calaveraL’idea di chiamarlo “Funerali alle Hawaii” esisteva già qualche anno prima del disco stesso. Nasce da una lettura fatta alcuni anni fa. Facendo delle ricerche ho scoperto quale fosse il modo di celebrare un funerale alle Hawaii. Un rito molto particolare, che, se osservato senza sapere di cosa si tratta, sembra una vera e propria festa in spiaggia. Considerando che i brani del disco parlano prevalentemente di fine e rinascita, quale immagine migliore di questa?

Come mai hai scelto di inoltrarsi e dar voce a tanti temi diversi della vita, invece di limitarti a canzoni disimpegnate standard d’amore, fare dunque uno sforzo ?

Ho scelto un percorso più “difficile” fondamentalmente perché le cose facili mi annoiano molto. E poi perché credo che sia importante approfondire i temi, andare oltre la superficie delle cose. Specie in un periodo nel quale anche la musica sembra risentire dell’approccio “social network” alla vita. Cioè velocità e scarsità di linguaggio a discapito della profondità. Ci sono alcuni temi che hanno bisogno di approfondimento. L’idea secondo la quale si può raccontare tutto in modo allegro e superficiale è l’inganno di questo secolo.

Pensi che ci siano stati dei cambiamenti nel tuo sound, che si sia evoluto nel corso degli anni?

Assolutamente si, e l’ho scoperto durante la scrittura del disco. Io vengo dal chitarrismo più rumoroso, dal noise, dallo shoegaze. Scrivendo questi brani ho scoperto un aspetto delicato e rarefatto nel mio mondo musicale che, sebbene esisteva già, non avrei mai pensato potesse diventare la cifra stilistica del mio esordio.

Progetti per il futuro?

Ho chiesto ad alcuni “producer” di remixare i brani di “Funerali alle Hawaii” con l’obiettivo di farne uscire una versione alternativa ad un anno dalla sua pubblicazione. Spero di farcela. Stiamo lavorando al secondo video-clip e sto scrivendo nuove canzoni. Quando avrò finito il tour inizierò a pensare al prossimo disco.

A cura di Giulia Billi

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