‘INSIDE MUSIC, OUTSIDE ART’, LA MUSICA SI GUARDA ALLA FABBRICA DEL VAPORE

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A cura di Matilde Ferrero

Una nuova chiave di lettura per interpretare gli idoli di sempre, dai Nirvana a Bob Dylan. Tre aree espositive ed un unico progetto intriso di creatività che lascia spazio alla pittura, alla fotografia e all’artigianalità.

In My Secret Life è una mostra sorprendente ideata da Massimo Cotto, uno dei più grandi giornalisti musicali italiani che vanta nella sua carriera incontri da far invidia a chiunque: Elvis Costello, Johnny Cash, Patti Smith. Tra questi anche Leonard Cohen dal quale è partito tutto, come racconta Cotto stesso durante l’anteprima dell’esposizione. Non solo il titolo della mostra richiama una canzone del cantautore canadese, ma i suoi disegni sono stai i primi ad essere conservati dal giornalista. L’idea arriva dopo i nudi e gli autoritratti prodotti da Cohen, Massimo Cotto chiede agli artisti che incontra nella sua carriera di disegnare qualcosa per lui e in alcuni casi ottiene vere e proprio opere d’arte. Si rimane sorpresi davanti a Paul McCartney che si cimenta con la pittura metafisica o di fronte ai ritratti di Ron Wood, che non cattura soggetti casuali ma bensì Hendrix, il compagno Keith Richards e Slash. Che siano piccoli disegni, difficili da scovare in mezzo a quelle grandi cornici, come quello di Hitchcock, o che siano grandi installazioni, sono comunque opere di spessore che riescono a trasmettere la dimensione dell’autore, smentendo il pensiero che potrebbe etichettarle come superficiali e banali giustificate solo dalla firma che portano; è proprio in questo che si nasconde la bellezza di questa mostra.

Non mancano gli italiani, cantanti, giornalisti, fumettisti o scrittori, come Giorgio Faletti, al quale Massimo Cotto ha dedicato un’intera parete. ‘In My Secret Life’ permette di capire come la musica e la pittura siano complementari all’interno di un’artista e viaggino per mano. Sotto ai quadri di Francesco Renga è riportato: “La musica è venuta dopo. Il primo strumento che mi è servito per perdermi via, per tirare fuori l’inespresso, è stato il disegno. Già da bambino, sfornavo disegni a getto continuo che poi smerciavo ai compagni delle elementari. Le arti figurative, dunque, prima ancora che il canto, sono state il mio veicolo per entrare nel mondo e provare a raccontarlo”.

Accanto a questa temporanea, eclettica e curiosa pinacoteca, sono presenti altre due esposizioni: ‘Nirvana: punk to the people’, mostra fotografica che ripercorre tutta la storia della band e ‘Art Rock’ esibizione delle chitarre artigianali realizzate da Claudio Orciani.

Assolutamente da non perdere ‘Inside Music, Outside Art’ è alla Fabbrica del Vapore fino al 1 marzo 2015.

Qui il link del sito: http://www.insidemusicoutsideart.com

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