A pochi passi dall’aeroporto di Linate, e dal grigiore della zona industriale della città, sorge un locus amoenus che da ben 14 anni nell’ultimo weekend di maggio ospita uno fra i più importanti festival musicali in Italia, ovvero il MiAmi, acrostico di Musica importante a Milano. E quest’anno importante lo è stato davvero, visto il clamoroso sold out della prima sera, per cui i biglietti sono stati ricercati quasi quanto il pane durante la rivolta descritta dal Manzoni nei Promessi sposi (e no, non sto esagerando; vi farei leggere le offerte che mi sono arrivate quando ho messo in vendita il biglietto di un’amica impossibilitata a venire), e quello sfiorato della seconda.

Se siete rimasti fuori dai cancelli del Circolo Magnolia però non temete, noi di Vox ci siamo “immolati” per voi e c’eravamo, pronti a raccontarvi quello che è stato questo MiAmi 2018.

Ciò che salta subito all’occhio della studiatissima line up è l’accurata suddivisione degli artisti nelle due giornate: il venerdì, più dichiaratamente pop, ha ospitato come headliner sul palco Pertini Francesca Michielin, gli Ex Otago, Cosmo e Sick Luke, mentre sul palco Havaianas si sono susseguiti tra gli altri i nomi più forti della nuova scena rap quali Coma_Cose, Willie Peyote e Frah Quintale; Inseguendo il festival perfetto : MiAmi 2018nella giornata di sabato ha invece trovato spazio una scaletta decisamente più “di nicchia” e dal sapore molto più indie, con dei grandi ritorni sul main stage, come quello attesissimo dei Prozac+ (tornati sulle scene a distanza di 20 anni dall’iconica Acido/Acida)e dei Tre allegri ragazzi morti, e delle conferme in collinetta, che fra i protagonisti ha visto Maria Antonietta e Colapesce. Degno di nota è inoltre il palco MiFai, stage più piccolo in cui domina la perfetta sintesi fra musica e arte visiva e su cui oltre a molti altri si sono esibiti Generic Animal e Auroro Boreale (il suo stage diving ha fatto invidia a quello di Cosmo).

Per amor di cronaca c’è da dire che arrivare al Magnolia di venerdì e nell’ora di punta del traffico milanese è stata un’impresa che definirei quantomeno titanica, ma noi non ci siamo fatte abbattere dall’ora e mezza di auto per il tratto Darsena – Segrate, e una volta arrivateci siamo ritrovate catapultate in una grande festa iniziata poche ore prima e terminata alle prime luci dell’alba, fatta di birrette al tramonto, gente con le mani al cielo e soprattutto il meglio dell’attuale panorama musicale italiano.

L’onore (e l’onere) di scaldare il pubblico del palco Havaianas è affidato ai Gastone, per poi mano a mano arrivare a quelli che sono sicuramente alcuni fra i live più attesi della serata: quando il sole è ormai basso sulla collinetta, salgono sul palco i Coma_Cose”, duo composto da California e Fausto Lama, esplosi in questo ultimo anno grazie al loro EP Inverno Ticinese. La parola d’ordine per il loro live è eterogeneità: si passa infatti dal rap nudo e crudo (su pezzi più strong come Cannibalismo” o Golgota”) ad atmosfere che neanche troppo velatamente si rifanno a quelle del glorioso cantautorato italiano (si veda il riferimento/tributo a Battisti in Anima Lattina” o la semi citazione di Rimmel di De Gregori in Pakistan).Per citarli potremmo dire che sì, il “vengo dal niente, voglio tutto” che si auspicavano nel ritornello di Jugoslavia” è stato raggiunto (o almeno per quanto riguarda la collinetta del Magnolia).

Inseguendo il festival perfetto : MiAmi 2018

A seguire è il turno di colui che per quanto mi riguarda rappresenta la vera novità di questa nuova ondata di rap che sta attraversando la musica italiana, ovvero Willie Peyote, rapper torinese che – a differenza di molti altri – non si ferma graniticamente su quello che è il tema più inflazionato della musica di tutti i tempi (il caro vecchio amore), ma si rende unico nel suo genere trattando anche le tematiche sociali più spinose con una satira pungente e un’ironia dissacrante (come lui stesso canta, ha la testa troppo pesante per fare musica leggera). Il live di Willie è così adrenalinico da far saltare tutti, persino l’impianto: da buon sabaudo però non si perde d’animo, e dopo un iniziale e comprensibile spaesamento, le luci si riaccendono e Willie riparte ancora più cazzuto di prima, portando con sé on stage per una combinazione esplosiva l’immancabile Dutch Nazari. Prima di lasciare il palco saluta il pubblico con il pezzo il cui titolo può riassumere questa prima parte di MiAmi: Che bella giornata.

Sul far della notte, arriva il momento della sovrapposizione che ha spezzato più cuori in assoluto (ma il MiAmi è stato talmente bello che la si perdona), cioè quella tra Cosmo in main stage e Frah Quintale in collinetta; se con Cosmo il palco Pertini si trasforma in un gigantesco e psichedelico dancefloor, il parterre della collinetta con mr. Frah diventa una grande distesa di luci di accendini e torce del cellulare quando il fenomeno dello street pop intona le note di quello che è uno dei pezzi più belli del 2017, Nei treni la notte.

Sul palco con il rapper bresciano non poteva chiaramente mancare (oltre all’inseparabile e geniale Ceri WaxGiorgio Poi, per cantare insieme per la prima volta live la loro Missili, pezzo che ha tutte le carte in regola per diventare uno dei tormentoni di questa estate.

Questo MiAmi è stato l’ennesima spunta (una spunta che sa proprio di consacrazione) sulla lista di successi inanellati da Frah in questo ultimo anno, e se in “Branchie” canta di aver scelto lui stesso la propria strada, possiamo confermare che senza ombra di dubbio è quella giusta.

Inseguendo il festival perfetto : MiAmi 2018

La luna è ormai alta sul Magnolia e le voci di una sorpresa sul main stage cominciano a farsi insistenti. Terminato il live di Cosmo, succede ciò che nessuno si aspettava ma che tutti speravano: sul palco compare Calcutta, e a quel punto il boato è irrefrenabile.  Il giorno stesso era uscito il suo album, Evergreen, e il battesimo non poteva che avvenire in quel luogo magico che è il MiAmi. Accompagnato solo dalla chitarra, Edoardo affida al pubblico le parole che sì, sono sue, ma ormai sono anche di tutti noi: la sua voce infatti si perde tra le nostre, regalandoci quello che è stato sicuramente uno dei momenti più emozionanti e coinvolgenti della serata.

A chiudere in bellezza la prima serata è il dj set del producer Sick Luke, che con la sua trap da record ci accompagna verso l’inizio di un nuovo giorno e della seconda ed ultima tappa di questo #invitoalviaggio.

A cura di Greta Valicenti

Photo credits: Rockit

Commenti su Facebook
SHARE