Innovazione e musica: GigFound

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Molti di noi sono cresciuti con il mito romantico del musicista che raggiunge la fama grazie al proprio talento e alla propria creatività: basta una chitarra, una testa piena di pensieri e un cuore colmo di sentimenti. Le cose però spesso non stanno così, a maggior ragione al giorno d’oggi. È difficile partire da zero, il rischio di bruciarsi subito se non ci si sa muovere all’interno del mondo e del mercato musicale è sempre in agguato. Ora come ora un musicista è in grado di farsi molta pubblicità grazie all’avvento dei social, dei talent show e dello streaming; d’altro canto maggiori opportunità di visibilità vogliono dire anche maggior numero di artisti e maggior dispersione. Il mondo musicale ha subito una grossa crisi con l’avvento di internet perché sono venuti meno certi meccanismi consolidati che rappresentavano dei pilastri di questa realtà, in particolare dal lato economico. Tuttavia, lentamente, anche il mercato musicale si sta reinventando, così come gli artisti. Ormai anche un semplice cantautore deve entrare nell’ottica di essere imprenditore di se stesso e di imparare a gestire alla perfezione tutti gli aspetti organizzativi, i quali possono sembrare solo all’apparenza secondari rispetto al fare musica. Grazie all’innovazione e alle nuove tecnologie la musica sta entrando in un nuovo mondo e ormai è chiaro che quelli che erano problemi possono rivelarsi in realtà occasioni di cambiamento. A tal proposito ho avuto il piacere di incontrare due ragazzi che credono molto nella musica e che allo stesso tempo sono attivi nel mondo dell’innovazione, unendo così due ambiti solo in apparenza in contrasto. Loro sono Samer Gaber e Silvia Fiorino, fondatori della start up GigFound. Insieme hanno deciso di mettersi in gioco e di andare incontro alle esigenze degli artisti creando un’app che possa unire i musicisti con gli addetti ai lavori e agli operatori del settore, grazie ad un network tra band, studi, sale prova e locali. In fondo si sa, l’unione fa la forza e nei momenti di passaggio è fondamentale fare network per potersi sostenere a vicenda. I ragazzi di Gigfound lo hanno capito benissimo e su questa idea hanno fondato il loro lavoro. Ecco qua quello che mi hanno raccontato.

Ciao ragazzi! Innanzitutto grazie dell’intervista. In apertura vi chiedo di presentarvi e di raccontarci da dove nasce l’idea di creare una start up musicale.

Grazie a voi per l’opportunità che ci state dando di raccontare la nostra storia. Lei si chiama Silvia Fiorino e si occupa di SEO e Digital marketing, mentre io mi chiamo Samer Gaber e nella vita sono un Graphic designer; oltre all’amicizia che ci lega, condividiamo la stessa passione per la musica sia come ascoltatori che da musicisti ed è quello che ci ha portato ad ideare questa startup. Nella mie passate esperienze mi sono sempre occupato di parti poco divertenti come l’organizzazione dalla band per quanto riguarda prenotare la sala prove, cercare studi di registrazione e tutto ciò che comporta lo sviluppo di un progetto musicale. Per chi non conosce l’ambiente deve sapere che è parecchio faticoso e a volte si perde tempo in una miriade di chiamate, così come gli imprevisti sono all’ordine del giorno. Ho cercato soluzioni su internet ma capitavo nei classici annunci da giornale e forum musicali davvero scoraggianti e questo mi ha fatto pensare a come poter cambiare le cose. Grazie a Silvia ho scoperto questo mondo di innovazioni in occasione di uno Startup Weekend organizzato da Hurricane www.hurricanestart.com, dove se hai un’idea valida, puoi pensare di svilupparla e creare un qualcosa di importante, cosi ho accettato la sfida e ci siamo messi in gioco. Insieme abbiamo ideato un portale che possa semplificare la vita ai musicisti nel trovare i propri spazi e mezzi per fare musica e un’efficace strumento per i gestori che vogliono promuovere e semplificare la gestione della propria attività. Per fare questo, abbiamo creato un team composto da Nermeen Solaiman, Android developer, Elisa Beltrame, User experience developer, Alessandro Salvaggio, Backend developer ed una linea editoriale formata da Lisa Fornaciari ed Eliana Caggiati.

Quali sono i valori e gli obiettivi che vi muovono? Più in generale, che lavoro ha implicato mettere in piedi un’app come Gigfound?

Trasformare un’idea in una startup è come creare un’impresa da zero, con tutte le problematiche e dubbi del caso. Il primo passo è stato capire se l’idea piace chiedendo in giro cosa ne pensassero i musicisti ed i gestori e con gran sorpresa siamo stati accolti da parecchi feedback positivi; questo ci ha motivati a continuare! Siamo stati selezionati da diversi bandi di impresa come StartCup, Upidea, Camera di Commercio di Reggio Emilia, ma la parte più difficile è stato formare il team; servono molte competenze e persone determinate perché è uno dei principi di riuscita o fallimento di una startup.

A che punto siete a livello di collaborazioni con etichette, studi di registrazione, sala prove? Vi muovete su scala nazionale?

Abbiamo allacciato molte collaborazioni in Emilia Romagna e abbiamo ricevuto delle proposte da Milano, che si sono offerti di partecipare come Beta-tester della nostra App in uscita per Febbraio. Ci svilupperemo successivamente a livello nazionale con l’obiettivo di portare il marchio anche all’estero. Il bello della musica è che si parla “nella stessa lingua”, quindi le necessità ed i problemi sono gli stessi per tutti coloro che la praticano. Abbiamo avuto anche il piacere e la fortuna di avere dei testimonial di spicco nell’ambiente musicale come Rossella Pivanti, Co-Fondatrice di Insomnia studios e Moka Records (www.insomniastudios.it), Marco Montanari, produttore artistico musicale e Carlo Bolacchi, artista emergente (www.carlobolacchi.it).

Si può dire che il mercato musicale abbia risentito in negativo dell’avvento di internet e dello streaming online, tuttavia pare che negli ultimi tempi le cose stiano cambiando e che le nuove tecnologie siano anche una risorsa. Come si situa il vostro progetto all’interno di questo scenario? Che vantaggi può avere una band grazie al vostro network dal punto di vista del brand e della vendita del prodotto?

Hai perfettamente ragione Alessandro, il mercato musicale è sempre in continuo mutamento e va di pari passo con gli sviluppi tecnologici di quest’era. Si continuano a cercare nuovi metodi di sviluppo per incentivare quest’ambiente e noi abbiamo cercato di fare altrettanto. Con la nostra App vogliamo permettere a tutti i musicisti di organizzare il proprio tempo in qualsiasi momento e luogo attraverso il proprio smartphone ed allo stesso tempo, di sfruttare il potenziale di internet per divulgare la propria produzione artistica. Gigfound è anche un portale social per musicisti, quindi è facile capire che la visibilità, grazie ad internet, verrà amplificata e divulgata in maniera semplice e veloce grazie anche ad un sistema della piattaforma che rileva i profili più attivi.

Questa domanda la rivolgo prima a voi come musicisti che come fondatori di GigFound. Come vedete la scena musicale italiana, in particolare mi riferisco al mondo delle band emergenti e alla scena indipendente?

Purtroppo non molto bene, in Italia la musica ha perso di valore e non viene tutelata abbastanza a differenza di quello che succede in altre realtà. Siamo stati in Svezia, Romania e Germania ed abbiamo avuto modo di vedere concretamente che il musicista non è visto come un’attività “per poveri”, ma di tutto rispetto. Questo è un problema per tutti coloro che si vogliono cimentare a sviluppare progetti inediti o che sono alla ricerca di un’etichetta discografica. La colpa è anche dei talent show, non vogliamo fare il solito discorso banale, ma ora l’artista ha il suo valore se lo si vede in TV, e questo è abbastanza triste. Fortunatamente ci sono band che si sbattono e ci regalano ottime serata in compagnia di buona musica, anche se la maggior parte delle volte ahimè lo fanno a gratis, e questo è un altro gran problema dei locali al giorno d’oggi. L’Italia ha molto potenziale e molto da offrire a livello di proposte e generi, bisogna solo riuscire a trovare il modo di farli emerge, e noi speriamo che il nostro portale potrà aiutarli in questo.

Vi chiedo un parere anche sulla scena live, sia a livello dei gestori di locali che a livello dei musicisti. Il vostro progetto e, più in generale il mondo delle start up e dell’innovazione, che contributo possono portare a questo livello?

I live sono un problema molto diffuso, per esperienza personale possiamo dire che ormai l’artista non può ridursi a fare solo musica, ma deve diventare imprenditore di se stesso, in particolar modo in queste occasioni. I locali non spendono molto a pubblicizzare i propri eventi, forse la causa è anche della mancanza di uno strumento che possa dar loro la giusta visibilità. Purtroppo tutto ciò si ripercuote sui musicisti che si ritrovano ogni volta a sentirsi dire “quanta gente mi porti?” ed i cachet ne risentono. L’innovazione delle proposte di startup da questo punto di vista può fare molto, noi ne siamo un esempio; si dice che “un problema condiviso è un problema dimezzato” e noi ne abbiamo fatto un motivo per creare un’innovazione capace di aiutare questo sistema offrendo praticità, velocità e la semplicità attraverso il nostro portale, e crediamo fortemente che sia la chiave per incentivare i locali ad creare più opportunità di sviluppo.

Se GigFound fosse una canzone, o un album, oppure un gruppo, quale sarebbe?

Beh direi una bella canzone degli AC/DC – Highway to Hell!

A cura di Alessandro Melioli

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