INARRIVABILE BELLEZZA

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Riflessioni sul corpo femminile in seguito alla Milano Fashion Week
a cura di Carolina Fornari

Anche questo febbraio, gente da ogni parte del mondo è giunta a Milano per assistere alla Settimana della Moda, evento che paralizza tutta la città e che mette in mostra quei grandi stilisti che ci rendono famosi in tutto il globo. Come ogni anno, le polemiche non sono mancate e hanno coperto gli argomenti più vari: c’è chi si lamenta per l’uso massiccio delle pellicce, chi per la troppa austerità di Armani e CAROchi per il troppo sfarzo di Dolce & Gabbana, ma c’è qualcosa di cui non si parla quasi mai; o meglio, se ne parla, ma non si fa mai nulla a riguardo, cioè l’immagine distorta che tutte queste sfilate trasmettono. Anche se si tratta di un caso estremo, le modelle che sfilano sulle passerelle della fashion week ci trasmettono un’idea sbagliata di quello che è in realtà il corpo femminile; ogni programma televisivo, pubblicità o film andato in onda negli ultimi anni ci ha portato a credere che una donna per essere bella dovrebbe essere alta almeno un metro e settantacinque e il peso non dovrebbe superare un numero a due cifre.

Ora, come deve essere per una ragazza crescere in questo modo, perennemente bombardata di immagini che le ricordano quanto sia inadeguata? Soprattutto in età adolescenziale, è difficile comprendere quanto tutto questo sia sbagliato ed è inevitabile esserne risucchiati, con tutte le conseguenze del caso come un costante senso di inadeguatezza che, nel peggiore dei casi, può portare a forti disturbi alimentari che traumatizzano per una vita intera o addirittura possono diventare letali. I problemi però non sono limitati solo in questa fascia di età, ma continuano anche in età adulta. I nostri corpi finiscono per non appartenere più a noi stesse, bensì ai media e alla società che ci dicono quanto dobbiamo pesare o che taglia di vestiti portare. Artisticamente parlando, non esiste un corpo femminile che non sia bello e a provarlo ci sono capolavori di grandi maestri, da Botticelli a Manet. E’ comprensibile che nel corso dei secoli i canoni di bellezza si evolvano, ma questo non vuol dire che tutto ciò che non si adegui a questi nuovi canoni, diventi automaticamente “brutto” o antiestetico. Perché invece sembra che ormai sia così? Si può essere belle anche con qualche chilo in più? Personalmente, penso di sì, ma quelli che sono d’accordo con me sono veramente pochi.

CARO1Il gruppo femminista ucraino Femen (conosciuta in Italia soprattutto per le proteste in Piazza San Pietro) spesso manifesta per permettere alle donne di “riappropriarsi” del loro corpo, ma i loro metodi sono piuttosto discutibili: spogliarsi nella pubblica piazza è davvero il metodo migliore per affermare la propria libertà e il rifiuto delle imposizioni della società? Forse sì, forse no e quello che può andare bene per loro può non andare bene per me e per migliaia di altre donne. L’accettazione del proprio corpo deve partire dall’interno: ogni donna deve capire da sola che è bellissima, anche con la cellulite, con qualche chilo in più e le smagliature ed è questo semplice messaggio che dovrebbero trasmetterci i media. Basta con le modelle malnutrite e le bellezze irraggiungibili e mangiamoci un cioccolatino in più!

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