IN CAPO AL MONDO – In viaggio con Walter Bonatti

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A cura di Sara Palumbo

Walter Bonatti è un personaggio noto ai più: esploratore, alpinista, una figura discussa per anni a causa dell’ambigua vicenda del K2. “In capo al mondo- in viaggio con Walter Bonatti” di Federico Bario e Luca Radaelli presentato al Teatro Libero di Milano dal 10 al 16 novembre, va oltre e ci racconta di più, attraverso una voce, quella di Radaelli, delle immagini che narrano dei luoghi e dei compagni di Bonatti, e una chitarra suonata da Maurizio Aliffi: in questa atmosfera l’attore indaga la vera essenza di Bonatti, quella più intima.

Bonatti, proprio come gli eroi dei suoi libri di avventura, fu invincibile. Durante la sua vita non si fermò mai, continuò nonostante i rischi incontrati. Ma cosa spinge un uomo a rischiare la propria vita per raggiungere una vetta? Radaelli immedesimandosi nell’alpinista ci guida verso la risposta: non fu la fama, né l’egocentrismo, ma fu il bisogno innato di mettersi alla prova, di superare i propri limiti, di andare oltre alle colonne d’Ercole.

Lo scalatore esplorò per anni luoghi ai confini del mondo, visse con popolazioni primitive, comprendendo l’amore e il rispetto per la natura, si costrinse ad essere scomodo, perché viaggiare significa proprio questo: far fatica, perché le mete si raggiungono così, stando scomodi.
Ma oltre ad essere esploratore fu soprattutto un grande alpinista, definito “masochista” perché quasi alla ricerca del rischio costante. La sua carriera da scalatore fu travagliata da polemiche continue e solo dopo anni Bonatti vide il suo nome riscattarsi. Troppo giovane conobbe l’infamia e il tradimento dopo esser stato abbandonato in cima al K2 insieme a Mahdi, alpinista hunza. Quella che avrebbe dovuto essere una grande vittoria condivisa con gli amici di scalata divenne l’esperienza più significativa e negativa per Bonatti, che dovette lottare per anni affinché tutti sapessero cosa realmente accadde.

Bonatti fu un uomo che scelse di vivere secondo la lealtà e quella tragica esperienza lo portò negli anni successivi a vivere il suo rapporto con la montagna in piena solitudine, fu solo fino alla fine.

In capo al mondo- in viaggio con Walter Bonatti” è uno spettacolo che non parla solo di imprese, ma soprattutto del viaggio intimo di un uomo alla ricerca di se stesso ed è per questo che riguarda tutti noi.

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