IL TEATRO FRANCO PARENTl INAUGURA LA NUOVA STAGIONE

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E la presentazione è già una sorpresa

a cura di Federica Argentieri

L’11 settembre il Teatro Franco Parenti di Milano ha inaugurato la sua nuova stagione invitando il suo pubblico, oltre che artisti e operatori di nota fama nell’ambito dello spettacolo, per prendere parte alla conferenza stampa durante la quale sarebbe stata presentata la nuova stagione, dopo un buffet nel foyer del teatro. Fin qui, nulla di strano. La predisposizione d’animo degli ospiti sicuramente era quella di trovarsi ad un comune buffet e poi ad una normale conferenza stampa. Tuttavia il clima era completamente diverso da quello che ci si poteva aspettare: il foyer era invaso da tavoli apparecchiati con vino, piatti con del sugo da accompagnare con pane e olio, patate e uova sode, da assaggiare chiacchierando col vicino, che poteva essere un semplice spettatore, o un operatore del teatro, un assessore, oppure un’artista del calibro di Filippo Timi, per fare un esempio.

tfpIn quest’atmosfera di convivialità, sui tavoli si trovavano delle cartelle che illustravano gli spettacoli della stagione, e la direttrice artistica Andrée Ruth Shammah invitava gli ospiti a commentarli e ad esprimere al microfono la propria opinione su ciò che per loro rappresenta il teatro. Rompendo in questo modo le barriere tra chi crea lo spettacolo e chi vi assiste la Shammah ha dato prova del senso che vuole dare, e che ha sempre dato, a quello che definisce “questo nostro luogo”, esplicitando la direzione che ha deciso di prendere per la nuova stagione del teatro di cui rappresenta l’anima e il cuore: il confronto umano e semplice delle idee, l’esplicitarsi delle varie identità, della nostra storia.

Sulle note di un valzer, dopo quel piacevole banchetto, siamo stati condotti nella sala grande del teatro dove il famosissimo Michele Placido ha aperto la vera e propria conferenza stampa, mediata dal carisma e dalla simpatia della direttrice artistica che ha spinto i vari ospiti, assessori e celebri artisti quali Moni Ovadia, Gianrico Tedeschi, Sonia Bergamasco, Filippo Timi e molti altri ancora, tutti importanti, a raccontare non di se stessi, ma dei loro colleghi che, come loro, riempiono il cartellone della nuova stagione del TFP.

La conferenza stampa si è trasformata così in un’ondata di elogi, in cui sono state rivolte parole di stima verso il lavoro altrui, in maniera non scontata, tra vecchi ricordi e più di qualche allegra battuta, prima di passare la parola agli sponsor, che hanno completato il quadro della stagione.tfp3 Essa presenta volti noti e volti nuovi, classici visti con sguardo contemporaneo, contemporanei visti come piccoli classici (come “Il tormento e l’estasi di Steve Jobs” con la regia di Giampiero Solari), una scelta di novità tutte italiane e il festival “ENERGIEE – La creatività di Tel Aviv”, che porterà, per la prima volta in Italia, i gruppi di teatro, danza e musica israeliani tra i più affascinanti e appassionanti esistenti.

Linea comune a tutti gli spettacoli, seppur vari e destinati a pubblici diversi è proprio il senso di questo “nostro luogo”: la scelta di spettacoli che portino a un confronto di idee e, allo stesso tempo, di spettacoli che sono definiti “tra i più belli mai visti” da chi, come Andrée Ruth Shammah, vive di teatro da una vita, crede moltissimo in quest’arte e vuole trasmettere questa sua passione, portando al suo pubblico spettacoli di qualità.

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