IL QUARTO STATO, PELLIZZA DA VOLPEDO. SEI ICONE DELL’ARTE PER EXPO

1607

A cura di Chiara Cecchi

Parte con Il quarto stato di Pellizza da Volpedo il nostro viaggio attraverso le sei icone dell’arte che accompagneranno l’Esposizione Universale. BEginning: inizio, principio, origine. È proprio l’inizio di un cammino, quello dei lavoratori e della loro lotta di classe, che il quadro ci presenta. Il dipinto è considerato il manifesto dell’impegno sociale e umanitario del pittore, convinto che nella società del tempo il compito dell’artista fosse quello di educare la popolazione attraverso gli strumenti del mestiere, colori e pennello.

Giuseppe Pellizza da Volpedo è nato a Volpedo (Lombardia) il 28 luglio 1868 da una famiglia che viveva dei prodotti delle terre possedute nei dintorni del paese. Si suicida il 14 giugno 1907 dopo la morte di suo figlio e di sua moglie.

Una folla di contadini e lavoratori incede lenta e inesorabile verso l’osservatore, emergendo dallo sfondo di un paesaggio indefinito, dominato da tonalità cupe. In primo piano, dove si concentra una luce piena e calda, troviamo tre figure, due uomini e una donna con un bambino in braccio, che guidano il corteo. Ma chi è l’uomo col cappello al centro della tela? In piazza Malaspina a Volpedo (luogo dove probabilmente è ambientata la scena), a posare per l’artista c’è anche il suo amico Giovanni Gatti, soprannominato il dutur. Non un bracciante e nemmeno un operaio, ma il farmacista del paese è tra i protagonisti del dipinto diventato l’emblema del proletariato. (Per chi fosse interessato “L’uomo col cappello” è il titolo del libro scritto da Maria Vittoria Gatti, bisnipote di Giovanni, che racconta la storia romanzata di quel, fino ad ora, misterioso personaggio). Posarono al suo fianco il muratore Giovanni Zarri e la moglie del pittore, Teresa, che con il suo gesto sembra invitare la folla a seguirla.

L’opera, terminata nel 1901, è frutto di un intenso lavoro di preparazione (innumerevoli i bozzetti e i disegni preliminari) e di un continuo studio sul tema: nell’arco di dieci anni, tra il 1891 e il 1901, Pellizza da Volpedo ha realizzato ben tre diversi quadri sul soggetto di una manifestazione contadina, Ambasciatori della fame, La Fiumana e Il cammino dei lavoratori (titolo che poi verrà cambiato dallo stesso artista in Il quarto stato). I contemporanei avvenimenti, come i moti di Milano del maggio 1898 e la violenta repressione del generale Bava Beccaris, influirono senza dubbio sull’esigenza di rielaborazione del quadro e sulla maturazione del pensiero politico dell’artista. In una lettera a Vittorio Pica (scrittore e critico d’arte), Pellizza spiega l’esigenza di sviluppare nuove soluzioni artistiche per il dipinto: “Col fatto reale dell’avanzarsi di una massa di uomini del lavoro io tento simboleggiare il grande cammino che essi vanno compiendo […]”. Non si tratta più dunque di una fiumana, di una corrente impetuosa e impulsiva, ma di uomini consapevoli della propria identità di classe. Nei volti non c’è alcun accenno d’ira. Nessuno corre. Il loro procedere è lento e pacato, persuasivo e inesorabile. (Ogni riferimento è puramente casuale). L’artista sembra essere ormai convinto della necessità dell’avanzata della classe operaia verso un più luminoso avvenire, di progresso e di benessere.

Non ci resta che ricordarvi del prossimo appuntamento mensile con le icone di Expo che vedrà protagonista il romantico bacio di Hayez.

 

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