IL PASSO DELLA DEA: UN VIAGGIO NELLA MILANO SOMMERSA E MISTERIOSA

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A cura di Giulia Corti

Bianca Garavelli è una scrittrice non convenzionale. Di solito a inizio carriera ci si cimenta con romanzi d’amore o racconti brevi sulle stagioni. Lei ha debuttato con niente di meno che un commento alla Divina Commedia. Dopo aver attraversato tutti i gironi di Inferno, le spiagge del Purgatorio e i cerchi del Paradiso, la Garavelli ha incanalato la sua creatività verso la narrativa. “Il passo della dea”, uscito a Dicembre in e-book a dieci anni dalla sua prima pubblicazione, ambienta in una Milano misteriosa e sommersa il delitto di una ballerina della Scala. Fra tutù, grandi scalinate e donne sensitive un detective, Gianni Ferretti , e un giornalista, Federico Beccaria cercheranno il colpevole e si ritroveranno a fare i conti con forze oscure e malvagie.

Cosa significa per lei questa nuova edizione come e-book? Una nuova vita per il romanzo o semplicemente un esperimento sul formato digitale?
Sicuramente si tratta di una nuova vita per il romanzo. Nelle mie intenzioni quando lo scrissi, lo ambientai nel 2001 nel periodo della chiusura della Scala per poi pubblicarlo nel 2004 in occasione della riapertura. Per problemi editoriali invece uscì in ritardo nella primavera del 2005. Mi sembrò quindi che il suo senso originario fosse andato un po’ perduto. All’epoca avevo percepito la chiusura della Scala non come un semplice lavoro di restauro: la città era in agitazione, portare via il teatro ai milanesi era qualcosa di misteriosamente più grave. La nuova edizione ha riportato il romanzo al suo senso naturale: in concomitanza con l’inaugurazione della stagione a dieci anni dalla riapertura del teatro, “il passo della dea” usciva in e-book.

Il romanzo è ambientato a Milano, che si presenta con due caratteristiche: la prima quella del mistero, della notte e della città sommersa; la seconda della metropoli che cambia volto con il restauro della Scala. Come vede a distanza di dieci anni la sua città?
È una città ancora in trasformazione con i cantieri per l’Expo che l’hanno trasformata in un grosso quartiere accidentato, un campo di battaglia in cui è difficile muoversi. Milano non ha risolto i suoi problemi e anche nel romanzo li ho trovati riflessi. Io vedo un aspetto misterioso in Milano che si rivela nelle parti antiche e nei cortili, un lato sommerso. Le città più belle sono tutte vicine a fiumi o mari e, anche qui, la presenza dell’acqua avrebbe reso la città più bella esteticamente. E invece lei stessa ha nascosto sotto il cemento una parte della sua natura, chiudendo i Navigli. La parte che c’è di nascondimento e di energie segrete è molto importante e perlopiù sconosciuta. La città dovrebbe fare pace con la sua dimensione naturale, cercando un equilibrio con la funzionalità. Altrimenti rimarrà un elemento inascoltato che preme da sottoterra.

Da dove viene la passione per il romanzo e in particolare la scelta del genere thriller/esoterico?
La scrittura ha molte sfaccettature, come un cristallo che ha varie facce ma è sempre lo stesso. Così le mie varie attività hanno la stessa fonte: scrivere narrativa è per me la parte principale. Non voglio però rinunciare alle altre che non sono collaterali ma parti dello stesso cespite. Anche l’attività critica è creativa. Gli aspetti esoterici invece sono parte della mia personalità e ho sempre avuto interesse per ciò che è sommerso. Mi ha sempre incuriosito quello che si nasconde dietro l’apparenza, dietro quella che si crede la realtà oggettiva. Lo sforzo di scoprire se si tratta di verità oppure solo di un fondale o un sogno.

Lei nasce come critica letteraria e studiosa di Dante, c’è un legame fra l’immaginario della Commedia e le atmosfere dei suoi romanzi?
Sicuramente Dante mi ha lasciato qualcosa ed è inevitabile perché ci ho lavorato molto. Tutt’ora sto preparando un nuovo commento alla Divina Commedia per i classici Bur. Quello per il Sommo Poeta è un amore quasi predestinato. L’ho scoperto leggendo da bambina un’edizione ottocentesca dell’opera. Lo leggevo per mio piacere anche se non capivo tutto. Dopo gli studi ho lavorato al commento per Bompiani e la passione da bambina è diventata la mia professione. Arrivata qui, desideravo fare anche altro. Ho cercato di evadere nei romanzi. Nel 2002 ho scritto un romanzo intitolato “Beatrice” ,e nonostante il titolo, pensavo di essere andata oltre l’influenza dantesca. Invece la mia stessa opera mi ha sorpreso: è divisa in tre parti che ricordano in maniera impressionante il viaggio della Commedia. “Il passo della dea” mi sembra un romanzo autonomo, ma magari qualche ingrediente nascosto c’è.

Il romanzo ruota intorno all’omicidio di una ballerina del corpo di Ballo della Scala. A cosa si è ispirata per entrare nel mondo della danza e del teatro?
Io stessa ho fatto danza classica per 11 anni da bambina con una bravissima maestra: Bianca Corno, prima ballerina della Scala che aveva una scuola a Vigevano. Questa esperienza ha contribuito a creare un amore e una competenza per la danza. So apprezzare un buon balletto e le capacità dei ballerini. E mi è rimasto questo interesse anche nel teatro.

Ricorrono quest’anno i 750 anni dalla nascita di Dante, a cui lei ha dedicato moltissime opere e commenti. Ma c’è qualcosa che si dimentica di lui? Che cosa ci dice nel 2015?Dante lascia un grande stupore verso la complessità della vita umana che si presenta come un insieme impressionante di sfumature, emozioni, ambizioni, difetti, paure. Sfumature che hanno una dimensione non solo terrena ma anche cosmica. La Commedia è un’impresa grandiosa. Per uno studente è già tanto leggere solo l’Inferno, ma bisognerebbe fare tutto il percorso. Così si può arrivare al verso finale del Paradiso che ci mette sullo stesso piano del movimento dei cieli: l’energia che muove il cosmo è la stessa che muove le nostre emozioni. Non bisogna fermarsi all’inferno, non bisogna fermarsi alla miseria umana. Chi non legge il paradiso non intuisce la vera essenza dell’uomo, che è la grandezza. L’inferno è solo un incidente di percorso.

“Il passo della dea” verrà presentato alla Gallery Sunny Side Up di Milano, Mercoledì 25 Febbraio alle 19: saranno presenti l’autrice e alcuni attori che leggeranno brani dell’opera.

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