IL NUOTAT(T)ORE

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A cura di Federica Varbella

Non un refuso, non uno strascico di balbuzie. Il nuotattore infatti si distingue molto dal nuotatore. Il primo è colui che vede nel cloro della piscina una possibile droga alternativa, il secondo è uno sportivo vero. Noi naturalmente parleremo (male) del primo, perché i gli sportivi seri sono troppo mainstream. Dopo aver frequentato piscine di mezza Italia e ammirato i migliori fisici della nostra generazione – chissà, magari tra tutti quegli addominali c’era pure un esperto di quanti – la conclusione è stata amara: il nuoto approcciato in tarda età non cambia la condizione di rospo. Questo non vuole essere un disincentivo alla pratica natatoria, ma un consiglio a diffidare di chi afferma di aver iniziato ad andare regolarmente in piscina. In poche parole, se inizi a nuotare a 20 anni non diventerai mai come Camille Lacourt. Detto ciò, e sperando di non aver demistificato uno sport tanto nobile, procediamo con la presa in giro dei frequentatori del “nuoto libero”.

IL TEMPOREGGIATORE

Figlio degli insegnamenti del grande Quinto Fabio Massimo, il temporeggiatore aspetta che l’acqua della vasca evapori prima di tuffarsi. Nell’attesa di ciò si prodiga in spastici esercizi di stretching, pubbliche relazioni con la bagnina, commenti sul tempo e accurate descrizioni del moto ondoso della piscina. Una volta entrato in vasca, simula un annegamento per poter anzitempo concludere l’allenamento.

IL MOTOSCAFO

Affollata come un open bar e incasinata come un buffet di cibo-schifo, la piscina aspetta solo gli schizzi del motoscafo di turno per diventare un posto tanto cool da fare competizione ai locali della movida milanese. Battere le gambe a palla, spruzzare ovunque e inondare la povera insegnante di aquagym è davvero una prova di forza e vigore. Al posto degli occhialini bisognerebbe far indossare ai miopi una maschera da motocross, per evitare che la scia molesta del motoscafo faccia saltare le lenti a contatto.

IL PESCE PARLANTE

Solitamente non si va in piscina per fare della sana attività sportiva o per scaricare lo stress, ma ci si immerge in acqua per poter non parlare con nessuno, senza correre il rischio di risultare antipatici o sociopatici. Ma neppure nel liquido si è protetti dai logorroici; esiste infatti una categoria di nuotatori che fa del confutare le leggi scientifiche secondo cui “sotto acqua tutto taccia” la sua ragione di vita. Ma il detto “muto come un pesce” dove è andato a finire?!

LO SPIAGGIATO/A

Le caratteristiche dello spiaggiato e della spiaggiata sono essenzialmente due. Un outfit da spiaggia che comprende eccentrici bermuda da mare, idrodinamici come un kimono, o bikini più stringati e sottili di un filo interdentale, e uno stile di nuotata più consono a un elefante che a un essere umano. Se devi spiaggiarti come un’orca obesa (non ce ne voglia Greenpeace) vai al mare e non in piscina!

IL SUB

Con la categoria di sub, non ci riferiamo a colui che si immerge in piscina per esplorare il muschio che sta sul fondo. Non è bello né colorato come il corallo. Il sub è quello che è più attrezzato dell’Ispettore Gadget: pinne o pinnette, pale o palette, pull buoy, salvagente, ciambella, tavoletta, canoa e remi. Il sub all’apparenza potrebbe sembrare innocuo, e anzi invidiabile per il suo corredo tecnico. Tuttavia, se sfortunatamente ci si dovesse trovare nella sua stessa corsia, la nostra opinione a riguardo muterebbe repentinamente, così come il nostro aspetto facciale.

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