Il Natale senza il Natale

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A cura di Noemi Sudati

La parola più usata dopo Michael Bublè in questo periodo che precede il Natale è sicuramente..Natale.

Vedete, dal titolo sino alla fine di questa seconda riga ho già usato tre volte la parola Natale, uops, quattro!

Dal primo di dicembre, se non prima, le canzoni che si possono ascoltare per strada dalla mattina alle otto a quando si rientra la sera sono due: All I Want for Christmas you e Christmas di – indovinate chi? – Michael Bublè. Chissà perché tra tutta la sua discografia la credenza popolare bifolca e mainstream si è focalizzata su una singola canzone! Povero Michael, fantasma nel resto dell’anno, googlato solo a Natale, fa un milione di views giusto gli ultimi due mesi. Beh c’è crisi direte voi. Avete ragione, meglio di niente.

Non parlariamo po di quella strana forma di febbre che sembra prendere chiunque man mano che ci si avvicina la data X, che poi sarebbe il 25 dicembre. Altro che il periodo in cui si è più buoni.  È il periodo in cui chi è più buono muore nella fila alla cassa del negozio tal dei tali dove stava per comprare tra mille indecisioni l’ultimo regalo.

E ancora: questa cosa dei regali è una contraddizione in termini, perdonatemi. Non dovrebbe essere il periodo più sereno dell’anno? Tempo, fatica, denaro, fantasia, serenità, allegria. Tutto vola via in meno di due settimane. Per fare un regalo bisogna ricordarsi quelli degli anni precedenti e, in base a quanto il portafoglio piange, decidere che tipo di presente acquistare. E poi chissà che regalo ci farà quella persona, sarà di eguale valore? E se non le piace? E se glielo regala il suo ragazzo? E se lo userà come coperta per il gatto? È una decisione non da poco. Che poi di solito un regalo viene dal cuore, ma ogni anno spunta qualcuno a cui tu non hai fatto nulla che te ne porta uno, chiaramente desideratissimo e dal cuore arriva solo una cosa, e non è una cosa carina!

“Ma non dovevi, dai! Senti il mio l’ho dimenticato a casa, te lo porto la prossima volta che ci vediamo. Avresti potuto dirmelo!” .

E magicamente procrastinerete l’incontro con scuse improbabili come la varicella, una vacanza o babbo natale incastrato nel camino di casa della vicina. Ogni anno in quel momento ripromettete a voi stessi che l’anno seguente i regali non li farete a nessuno e ogni anno la promessa suona sempre più come “ la dieta la comincio domani”.

E la lista potrebbe continuare a lungo con i cenoni, i film che sapete ormai a memoria anche in swahili e i parenti mai visti, ma sono in ritardo. Devo uscire a comprare i regali di Natale!

Sarò breve.

Siete stanchi vero? Beh noi di Vox vi promettiamo un Natale senza Natale. Un Natale tutto atmosfera e niente stress. Ci sarà un motivo se è considerato il periodo più magico dell’anno.

Grandioso! Ma come si fa?

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